Scandalo a Catania. Domiciliari per il notaio Ciancico


Pubblicato il 23 Luglio 2011

Notai

Scandalo a Catania. Sono scattati i domiciliari per il notaio Vincenzo Ciancico, stimato notaio di Catania, che in passato ha ricoperto l’incarico di presidente dell’ordine. Secondo l’accusa, avrebbe intascato le imposte consegnategli dagli ignari clienti anziche’ versarle all’erario. Il notatio viene accusato di falso in atto pubblico, peculato e truffa aggravata.

Le indagini condotte dai finanzieri del Comando Provinciale di Catania, coordinati dal Sost. Procuratore della Repubblica, dott.ssa Tiziana Laudani, sono durate oltre un anno. Secondo l’accusa, l’insospettabile professionista aveva architettato un sistema quasi perfetto per integrare i suoi guadagni: stipulava gli atti, si faceva consegnare le somme per le imposte dovute (registro, ipotecarie e catastali) e, invece di trasmettere all’agenzia delle entrate l’atto originale sottoscritto dai clienti, ne inviava uno falso – da lui stesso predisposto – inserendovi una falsa clausola con la quale il professionista autoliquidava le imposte secondo un regime fiscale agevolato nella maggior parte dei casi non spettante ai contraenti.

La differenza tra le imposte calcolate sull’atto originale e quelle dovute in base all’atto falso finiva direttamente nelle tasche del notaio, che utilizzava a tal fine un conto corrente personale cointestato con la moglie, piuttosto che utilizzare il conto corrente appositamente acceso per l’attività professionale espletata.

E’ quanto emerso dopo uno scrupoloso confronto svolto dagli investigatori delle fiamme gialle tra i documenti acquisiti presso l’archivio notarile di Catania, l’agenzia delle entrate, gli atti in possesso dei vari clienti e gli accertamenti bancari sui conti del professionista. Sono altresi’ stati assunti a sommarie informazioni numerosi clienti del professionista i quali hanno confermato l’ipotesi investigativa. Si continua ad indagare su ulteriori n. 40 contratti che sembrerebbero addirittura non essere stati mai registrati dal ciancico ed in relazione ai quali sarebbero anche stati apposti falsi numeri di repertorio. In mattinata i militari del comando provinciale eteno hanno notificato il provvedimento, emesso dal GIP dott.ssa Laura Benanti, di arresti domiciliari e sequestrato beni per oltre 500.000,00 euro riconducibili al professionista.


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