“Torniamo a fare spettacolo” oggi anche a Catania. Manifestazione davanti al Teatro Stabile con lavoratrici e lavoratori dello spettacolo


Pubblicato il 23 Febbraio 2021

“C’è  necessità di un intervento pubblico e di finanziamenti di settore. Ma oggi non celebriamo certo un funerale…”

Con  “Torniamo a fare spettacolo”,  anche a Catania si è tenuta una manifestazione unitaria a un anno dalla chiusura di teatri e cinema. Il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo è stato organizzato da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, davanti al Teatro Stabile di Catania, simbolo della città che da sempre mette il palcoscenico e l’arte  tra i suoi obiettivi più alti.

Le segreterie provinciali delle tre categorie, unitamente alle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil di Catania, sottolineano “la drammaticità nella quale il comparto continua a vivere, ancora oggi, a causa dell’insufficienza dei ristori e dei bonus governativi; molti teatri pubblici e privati, purtroppo, non hanno investito i fondi dati per l’emergenza per creare lavoro. Per questo oggi anche Catania, metropoli del Sud con una storia di teatro e di grandi firme della letteratura, della musica e dell’arte in generale, chiede al Governo nazionale di agire con urgenza e applicare le proposte presentate al tavolo nazionale e regionale”.

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil di Catania si riferiscono in particolare al reddito di emergenza per i lavoratori da estendere a tutto il 2021; all’ attivazione di un Osservatorio regionale e nazionale; alla necessità di un intervento pubblico e di finanziamenti di settore, con modalità e tempi certi di erogazione ed un monitoraggio costante sui fondi (i cosiddetti FUS e FURS). I sindacati catanesi chiedono un Recovery Plan proiettato ad investimenti nuovi e strutturali distribuiti nel tempo per la Cultura e auspicano un sistema di protezione sociale con ammortizzatori adeguati per sostenere il lavoro. In una città come Catania lo sviluppo dell’occupazione e il riconoscimento delle professionalità nel settore rimangono obiettivi prioritari così come il poter contare  su un sistema normativo di rafforzamento e tutela sulla previdenza e l’assistenza.

“È passato un anno da quando Catania ha dovuto rinunciare ai propri spazi del cuore e della ragione, del sentimento e del sapere.

In tutto il nostro Paese la Slc Cgil , Fistel Cisl e Uilcom Uil stanno ricordando questo triste anniversario, ma oggi non celebriamo certo un funerale. – continuano i rappresentanti dei lavoratori- Anzi, il mondo dello spettacolo è più vivo che mai. Da Catania lanciamo un segnale di fiducia e speranza: abbiamo lottato per il Bellini e lo Stabile, superando stagioni difficili in cui molti pensavano che il sipario si stesse abbassando per sempre. Non è stato così. Non sarà mai così.

Ma non dal solo Covid il teatro catanese rischia  di rimanere schiacciato: “Vogliamo  segnalare le condizioni di instabilità e precarietà in cui vive da troppo tempo larga parte del comparto dei lavoratori della cultura e dello spettacolo, dove finanziamenti e investimenti subiscono ogni anno tagli strutturali – continuano le segreterie in una nota congiunta- Il territorio catanese, in particolare, rischia di essere mortificato. La odierna di manifestare davanti allo Stabile diventa simbolica, vista l’importanza di questa Sala, tra le prestigiose  della Sicilia.

 Per questo dispiace che, nonostante l’invito, sia la direttrice del Teatro Stabile di Catania Laura Sicignano che i componenti del CDA abbiano deciso di non partecipare alla manifestazione delle lavoratrici e lavoratori come invece è avvenuto nelle altre città italiane”.

 

 


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