Trasporti: l’associazione Agosta contro il caro prezzo dei biglietti aerei raccoglie le segnalazioni dei viaggiatori


Pubblicato il 01 Novembre 2016

“Fare antimafia è anche denunciare i soprusi cui è esposta la nostra terra” a dirlo è Fausto Sanfilippo, presidente dell’Associazione Nazionale Antimafia Alfredo Agosta che in questi giorni di vacanze si associa al coro di lamentele di tutti quei viaggiatori siciliani che sono costretti a pagare a caro prezzo un biglietto aereo per poter fare ritorno a casa dalle città dove lavorano o studiano.

L’associazione non denuncia soltanto ma si propone anche di raccogliere tutte le lamentale dei siciliani indignati per questo trattamento discriminatorio. Le segnalazioni inviate all’associazione, a mezzo mail (all’indirizzo info@associazionealfredoagosta.it), saranno raccolte in un fascicolo che sarà consegnato all’Antitrust, in procinto già di definire l’istruttoria nascente dall’esposto presentato l’estate scorsa dall’associazione Codici per denunciare la situazione.

Il problema si ripete ciclicamente: in estate, in questi giorni per i morti e presto a natale. Le compagnie aree già di norma hanno prezzi altissimi che crescono vertiginosamente a ridosso delle vacanze.

Per assicurarsi di pagare meno il biglietto aereo bisogna prenotare con largo anticipo. Ma già da ora per chi volesse fare ritorno a casa, nel periodo natalizio, l’acquisto diventa proibitorio.

Da Milano a Catania il costo del biglietto aereo in media è di 180 euro.  I milanesi che invece vogliono raggiungere in volo Parigi possono farlo pagando, nello stesso periodo, solo 88 euro e per di più viaggiando non con una low cost bensì con l’Alitalia.

In questo caso si registra un danno non solo per tutti i siciliani che lavorano fuori dalla loro terra ma anche per il turismo isolano. È evidente che un milanese che deciderà di trascorre le vacanze fuori porta sceglierà la più conveniente capitale francese piuttosto che le città sicule.

Il costo proibitivo del biglietto aereo non vale solo per Milano ma anche per tutte le altre città italiane: oltre a Roma, Venezia, Napoli e Bologna.

«Sicilia isola sempre più isolata a scapito del turismo, dei giovani che studiano fuori e di tutte quelle persone che si curano in altre città e dei loro parenti che li seguono – afferma ancora Sanfilippo – senza dimenticare tutti coloro che lavorano lontani dalla loro terra, come gli insegnanti siciliani, che hanno abbandonato in migliaia la loro casa e che rischiano di non farvi più ritorno».

 


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