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“VOLERELALUNA”: QUALE COMPLETAMENTO PER IL CORSO MARTIRI DELLA LIBERTA’?
Pubblicato il 16 Maggio 2026
Riceviamo e pubblichiamo:
I cittadini catanesi sembrano ormai rassegnati alla presenza ingombrante delle enormi aree vuote intorno a corso Martiri della Libertà, che giacciono in abbandono fin dal 1969 (57 anni fa), quando i lavori di “risanamento del quartiere di San Berillo”, affidati in concessione alla società ISTICA, si sono definitivamente fermati. Poi, nel 2012, sembrava che la convenzione firmata da Comune e proprietari delle aree per l’attuazione del progetto dell’architetto Cucinella potesse “chiudere la ferita”. Invece si trattava di un progetto campato per aria, inutilmente megalomane, su cui ISTICA non ha trovato imprenditori disposti a investire.
Adesso apprendiamo da notizie di stampa che la nuova proprietà delle aree libere di corso Martiri della Libertà intende proporre un nuovo progetto per l’intera zona, ritenendo che il progetto Cucinella del 2012 sia inadeguato rispetto alle attuali esigenze. Apprendiamo anche che l’ISTICA, ancora oggi proprietaria di gran parte dei terreni, ha chiesto al Comune la modifica della convenzione urbanistica firmata nel 2012 e rinnovata per altri dieci anni nel 2022, che stabilisce con esattezza gli obblighi di Comune e parti private nella realizzazione del progetto Cucinella.
Certamente la convenzione può essere modificata in considerazione di nuove esigenze sopravvenute, ma solamente se c’è l’accordo delle parti firmatarie. Vogliamo dare per scontato, quindi, che il Comune accetterà di modificare la convenzione solo dopo avere verificato che le modifiche proposte non siano penalizzanti per gli interessi della città.
Ci sembra importante quindi ricordare brevemente qui di seguito i principali obblighi che oggi la convenzione prevede a carico dei privati e che costituiscono vantaggi, sia urbanistici che economici, per la città. Fra questi c’è la realizzazione e cessione gratuita al Comune delle urbanizzazioni primarie previste nel masterplan dell’arch. Cucinella: 10.900 metri quadri di parcheggi pubblici interrati a più livelli tra piazza Repubblica e via Luigi Sturzo (non realizzati) e 10.699 metri quadri di verde pubblico (di cui realizzati e ceduti 5.034 mq). Gli spazi verdi che, secondo la convenzione, i privati devono realizzare sulla copertura del parcheggio multipiano interrato e sulle aree adiacenti completerebbero il parco di piazza della Repubblica attualmente in fase di esecuzione con fondi pubblici del PNRR. A titolo di garanzia la convenzione del 2012 aveva previsto la consegna di polizze fideiussorie per un importo pari al costo delle opere preventivato nel progetto definitivo. Ma nessuna fideiussione è oggi operante a causa del fallimento della società che aveva fornito le polizze, e l’Amministrazione non ne ha preteso il rinnovo.
Bisogna precisare, a questo proposito, che la proprietà di gran parte dei terreni della zona inedificata è tuttora in capo a ISTICA, anche se di recente una nuova società ne ha acquistato il pacchetto azionario di maggioranza. Tutti gli obblighi stabiliti dalla convenzione del 2012 continuano a rimanere validi e vincolanti anche per chi acquista pacchetti azionari della società. E va precisato anche che tutti i firmatari della convenzione sono responsabili “in solido” dell’adempimento degli obblighi contrattuali, anche quando questi riguardino un’area appartenente a una sola delle società proprietarie.
Un aspetto importante da considerare è l’attuale assenza di garanzie fideiussorie, il che comporta che il Comune non ha strumenti da far valere in caso di inadempienze da parte dei privati. L’importo della fideiussione, secondo convenzione, deve essere tale da coprire la spesa prevedibile per il parcheggio multipiano di piazza della Repubblica e per le aree verdi adiacenti. Il progetto esecutivo del parcheggio, con prezzi del 2018, aveva valutato un costo complessivo di 13,5 xmilioni di euro; costo che, se aggiornato ad oggi, risulterebbe decisamente più alto. Ma i privati hanno dichiarato esplicitamente di non volere realizzare il parcheggio e, quindi, di non voler fornire la relativa fideiussione. Ma sono obblighi contrattuali non eludibili. Se il Comune mantiene l’interesse a ottenere gratuitamente parcheggio e aree verdi adiacenti, ha gli strumenti per farlo. Può facilmente aggiornare a oggi tramite i suoi uffici tecnici il costo attuale delle opere, per le quali è in possesso del progetto esecutivo aggiornato al 2018, valutando così l’importo della fideiussione da richiedere e – perché no – pretendere tramite azione giudiziaria. La fideiussione di importo adeguato può essere poi facilmente incamerata “a prima richiesta” per consentire al Comune la realizzazione delle opere senza oneri a suo carico. Valutare il costo attualizzato di queste opere è importante in ogni caso perché, trattandosi di vincoli contrattuali, costituisce un’obbligazione debitoria dei privati che il Comune può (o, meglio, deve) esigere che sia rispettata.
Se, invece, sulla base del nuovo progetto di sistemazione della zona il Comune dovesse ritenere non più utile per la città il parcheggio di piazza Repubblica e gli spazi verdi adiacenti e decidesse quindi di rinunciarvi, si dovrebbe certamente quantificare il risparmio che ne deriva in modo da potere individuare le opere utili per la città e le relative cessioni da porre a carico della parte privata a compensazione delle mancate realizzazioni di quanto previsto nella convenzione, per evitare indebite penalizzazioni per la collettività.
In tutta questa vicenda la città è stata costantemente penalizzata da diversi punti di vista: economicamente per gli indennizzi (circa 40 miliardi di lire) pagati a ISTICA fra gli anni Ottanta e Novanta per presunte inadempienze del Comune rispetto alla convenzione originaria del 1956; urbanisticamente perché le inadempienze di ISTICA hanno provocato il protrarsi dello scandaloso stato di abbandono della zona che è sotto gli occhi di tutti, di cui ISTICA è certamente responsabile almeno a partire dal 2012. Nella intricata vicenda sembra esserci una costante: il Comune è chiamato prontamente a indennizzare i privati per le sue inadempienze, mentre questi possono permettersi di non ottemperare ai loro obblighi contrattuali senza subire conseguenze. Sembra ormai tradizione consolidata che l’interesse pubblico sia subordinato agli interessi degli operatori privati.
Le sintetiche considerazioni appena enunciate fanno sorgere spontanee alcune domande che vorremmo rivolgere all’Amministrazione comunale.
Come mai a tutt’oggi non è stato richiesto il rinnovo della fidejussione? La eventuale nuova convenzione che sostituirà quella del 2012 conterrà obblighi per i privati economicamente equivalenti a quelli di prima, valutati aggiornando ad oggi i costi? Saranno richieste, con la nuova convenzione, adeguate fideiussioni a garanzia della corretta esecuzione di quegli obblighi? Non sarebbe doveroso, vista l’importanza della zona, che il Consiglio comunale sia chiamato a pronunciarsi sulle funzioni e sulle quantità da insediare nell’area?
Certamente auspichiamo che si arrivi al più presto a un accordo con i proprietari delle aree per risanare la zona chiudendo decorosamente un triste capitolo della storia della città. Naturalmente ci aspettiamo anche che gli interessi pubblici non siano sacrificati per favorire un’operazione che dietro il paravento della “rigenerazione urbana” nasconda una speculazione privata senza vantaggi per la città.
Associazione Volerelaluna Catania.


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