Caro Babbo Natale, regalaci un pulsante “muto”, un dizionario e della gentilezza


Pubblicato il 23 Dicembre 2025

Caro Babbo Natale,

ti scriviamo da Catania, dove le luci di Natale sono bellissime, ma i riflettori dei social sono sempre accesi su soggetti che, francamente, meriterebbero il buio pesto. Noi di IeneSicule, che di “bestiario umano” ce ne intendiamo, quest’anno vorremmo evitare il solito maglione di lana e puntare direttamente alla magia. Quella vera.

Sotto l’albero vorremmo trovare una bacchetta magica a prova di ignoranza. Una bacchetta capace di silenziare istantaneamente certi personaggi locali che vivono con lo smartphone incollato in faccia, pronti a fare dirette per spiegarci il mondo, pur avendo un rapporto di separati in casa con la lingua italiana. Gente che scrive “vadi” e “o visto” e che confonde l’apostrofo con un coriandolo, ma che si sente comunque investita del potere divino di istruire le masse.

Ecco, Babbo Natale, fai che la bacchetta scarichi la loro batteria ogni volta che tentano di coniugare un verbo oltre l’infinito e in tutte quelle occasioni in cui decidono di dire la loro pur non avendone le competenze. A tal proposito vorremmo un incantesimo per quelli che hanno l’opinione pronta su tutto. Quelli che, tra una granita, anche in inverno, e un caffè, si improvvisano sindaci da tastiera, assessori all’urbanistica, allenatori di calcio, capitani d’industria con le tasche bucate, strateghi militari e navigati economisti. La bacchetta dovrebbe trasformare i loro post pieni di boria, banalità e stupidaggini in messaggi di errore: “Attenzione, rilevato eccesso di presunzione”. Oppure: “Non idoneo a trattare il tema”; “Smettila di scrivere o dire cazzate”. Ma a Natale siamo tutti più buoni!

Sotto l’albero facci trovare una scorta industriale di gentilezza. Ma portane tanta, a bancali. Noi di IeneSicule ci offriamo volontari per distribuirla a domicilio, specialmente a quelli che rispondono sempre col veleno, convinti che urlare più forte equivalga ad aver ragione o quelli che ti guardano dall’alto in basso perché momentaneamente occupano un posto di rilievo.

E infine, Babbo Natale, nascondi tra i rami dell’albero un po’ di speranza. Non quella passiva di chi aspetta che piova manna dal cielo, ma quella attiva: la speranza di vedere una Catania più a misura d’uomo, con più senso civico, più sicura. Dove chi sa parlare non debba vergognarsi di chi urla, e dove la dignità conti più di una “storia” su Instagram o Tik Tok oppure di un post su Facebook. Ma a cosa serve racimolare like e insulti? Una ultima richiesta: consentì, ai soggetti di cui sopra, di dire cazzate, usare un italiano improbabile, cimentarsi in temi non di loro pertinenza, soltanto al bar o con parenti e amici. In breve tempo siamo sicuri che la smetteranno.

La redazione di Iene Sicule.


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