Catania. Arrestato un cancelliere accusato di aver rivelato particolari sulle intercettazioni alla mafia. Indagini anche a carico del direttore della cancelleria Gip


Pubblicato il 09 Gennaio 2013

di Fabio Cantarella, iena antimafiaUn terremoto si è abbattuto stamani sul Tribunale di Catania con l’arresto del cancelliere Sebastiano Maiolino, conosciuto come Nello, e l’invito a presentarsi per rendere interrogatorio, ai fini dell’eventuale adozione di misure interdittive, notificato a Maria Pulvirenti, convivente del primo nonché direttore della Cancelleria della Sezione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania.I particolari dell’operazione sono stati resi noti da un comunicato diffuso congiuntamente dal procuratore distrettuale antimafia, Giovanni Salvi, e dal presidente del Tribunale di Catania, Bruno di MarcoAd eseguire la misura cautelare (emessa ieri dal Gip di Catania su richiesta della Procura) nei confronti del cancelliere Maiolino è stato il personale della Polizia di Stato appartenente ai Commissariati di Pubblica Sicurezza di Avola e di Noto e alla Squadra Mobile della Questura di Catania che ha notificato il provvedimento anche Waldker Albergo, attualmente detenuto.A costoro sono contestati i delitti di rivelazione di segreto di ufficio e favoreggiamento personale aggravati dall’art. 7 D.L. n. 152/1991. All’Albergo è contestato inoltre il delitto di associazione mafiosa, per aver fatto parte e per aver diretto l’attività del clan mafioso TRIGILA di Noto.Secondo la prospettazione del provvedimento di custodia, il Maiolino – cancelliere in servizio presso il Tribunale di Catania – ha più volte rivelato a soggetti sottoposti ad attività tecniche di intercettazione notizie coperte dal segreto di ufficio. Le persone indagate che hanno tratto profitto dalle informazioni fornite dal Maiolino sono state in una occasione il capo storico del clan mafioso, Antonino Trigila (inteso Pinuccio Pinnintula), avvertito delle intercettazioni disposte nei suoi confronti dalla magistratura catanese dal Maiolino per il tramite di Waldker Albergo e della moglie dello stesso Trigila, Nunziatina Bianca, durante i colloqui intrattenuti col marito in carcere; in altra occasione recentissima, il soggetto favorito dal Maiolino è stato Giovanni Cassarino, pregiudicato per una estorsione commessa in Avola negli anni novanta, in concorso con i capi clan Antonio Trigila e Giuseppe Trigila e con altri accoliti.La Pulvirenti, invece, è accusata di aver preso parte alle rivelazioni di segreto di ufficio poste in essere dal Maiolino con particolare riferimento alle indagini svolte dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti del Cassarino. Risulta che le condotte contestate a Sebastiano Maiolino siano state poste in essere esclusivamente in favore di soggetti dell’area-sud della provincia di Siracusa, partecipi o contigui al clan Trigila.Le complesse indagini sui due dipendenti del Tribunale di Catania hanno comportato intercettazioni e sorveglianza tecnica, e sono state condotte dalla Procura della Repubblica con assoluta riservatezza, in piena sintonia e totale collaborazione con i dirigenti del Tribunale tempestivamente informati. Le stesse indagini consentono di escludere il coinvolgimento di altri dipendenti nella rivelazione dei segreti.


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