Catania “hard”, giudiziaria: “scene di guerra” davanti alla ex pretura. Processo agli anarchici. Assolti


Pubblicato il 14 Gennaio 2013

E il giudice Passalacqua fa mettere a verbale e dispone trasmissione al Questore la presenza in aula di telecamere non autorizzate. Sono della Digos!di iena giudiziaria Marco Benanti

Stamattina, la vostra “iena” –bighellonando come suo solito- è rimasta quasi colpita da una scena: attorno alla ex pretura sembrava di essere quasi al G8. Polizia, carabinieri, Digos quasi ovunque. Mancavano forse solo i cecchini sui tetti.

Ma comunque, incuriositi ci siamo avvicinati e abbiamo scoperto una cosa terrificante: tre agguerriti ragazzi (della famosa “area anarchica”, da non confondere con il divieto di sosta della relativa area che a Catania è sempre un po’ “anarchica”), vestiti male e con la barba (ad aggravare forse la loro posizione?), erano accusati addirittura di imbrattamento con manifestino (peraltro affisso a metà)! Che non ha niente a che fare –l’imbrattamento- con i noti scarafaggi e nemmeno con la relativa musica dei Beatles, ma proprio con lo sporcare addirittura un muro(peraltro già sudicio).

Secondo l’Accusa, questo era successo un giorno all’istituto “Boggio Lera” di Catania, con tanto di intervento dei carabinieri. Ma la legge è legge, dura rex, pardon lex sed lex. E così a processo! Dibattimento davanti al giudice Roberto Passalacqua. In un’aula stracolma, in mezzo a tante barbe e giacche e cravatte (che barba!), il processo è andato avanti. Atmosfera seria, glaciale. Ecco il Pm chiedere la condanna: soltanto 20.000 mila euro di multa e venti giorni di arresto. Niente male! Ed ecco il difensore, l’avvocato Pierpaolo Montalto, passione e sdregolatezza: un’arringa ad evidenziare il tema del bene giuridico da tutelare, quello dell’offensività della condotta. Insomma, un mezzo manifesto affisso a metà, su un muro sudicio di per sé: davvero inquietante e terrificante. Ci immaginiamo la scena, pensiamo che uno passa e vede questo: non resta scioccato? Del resto questi “ragazzacci” devono già pagare la multa -salata- del comune.

E che succede? Finisce l’udienza, il giudice annuncia la decisione alla fine dei suo i tanti processi. Quattro schiamazzi, ancora una volta. Ma che maleducati questi anarchici! E all’improvviso che si scopre: che ci sono due telecamere in aula. Di chi sono? Il giudice lo chiede ad uno che l’imbraccia. Che rivela di essere della Digos! Abracadabra! Il clima si surriscalda e siamo a gennaio. Il giudice Passalacqua fa riaprire il verbale e detta che la presenza di queste telecamere non era stata autorizzata. E dispone trasmettersi al Questore! Colpo di scena! Facce scure, facce barbute, si assommano.Comunque, a metà pomeriggio, dopo una lunga attesa, ecco il verdetto: tutti assolti. Per Giuseppe Lo Turco il barbuto “Sghigno” (un ragazzo “terrificante” accusato in altro procedimento addirittura di associazione terroristica!), Ludovico Vindigni e Marco Rebuazzo assoluzione. Finisce di tutto. Fine della giornata. Davvero da cinema.

 


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