Catania, il sindaco Raffaele Stancanelli replica alle associazioni dei magistrati e Italia dei Valori insiste nella richiesta di dimissioni


Pubblicato il 12 Luglio 2012

Nuova esternazione del primo cittadino dopo la conferenza stampa “anti-giudici” di sabato scorso e dopo la reazione delle associazione della magistratura. Intanto, dall’Italia dei Valori viene una dura critica al primo inquilino di Palazzo degli Elefanti…

di Iena Quiz, Marco Benanti

Dopo la discutibile conferenza stampa di qualche giorno addietro, oggi il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, è tornato sulla questione del suo rinvio a giudizio con una nuova esternazione conseguente alle prese di posizione delle associazioni dei magistrati Unicost e Anm. “Ho nostalgia veramente ampia dopo oltre 35 anni di professione (di avvocato, ndr) di centinaia di magistrati che ho incontrato nella mia attività professionale seri, preparati, che non facevano politica, che non si schieravano in correnti, che facevano il loro lavoro; queste anime sante che s’indignano perché io ho detto che farò valere le mie ragioni mi preoccupano, perché mi preoccupano, perché questa difesa, come si diceva una volta, corporativa di un magistrato da parte dell’associazione magistrati è una difesa sindacale che nulla ha a che vedere con i principi del diritto e della giustizia”. Stancanelli dixit, oggi.

Sulla vicenda è intervenuto il coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori, l’avv. Silvestro Di Napoli: “inutile negarlo, stiamo assistendo da giorni a dichiarazioni ‘farneticanti’, sia da parte dell’ On. Lombardo che del Sindaco Avv. Stancanelli. Sarà il nome che li accomuna (Raffaele), sarà il caldo e gli anticicloni, ma entrambi non si possono permettere, considerato il ruolo che rivestono, di rilasciare interviste devastanti e deliranti, sul piano etico, sociale ed istituzionale. Diciamo chiaramente che non sono un buon esempio per Catania e la Sicilia. Pur comprendendo l’amarezza e lo sconforto dell’uomo Stancanelli, è sbagliato che il Sindaco parli male della magistratura e comunque del Giudice che lo ha rinviato a giudizio, invocando e minacciando ispezioni ministeriali ed autorevoli interventi dall’alto per bloccare il processo che lo riguarda. Ritengo che la magistratura non ha solo bisogno di solidarietà, ma maggiormente di credibilità, per potere lavorare con serenità e la fiducia dei cittadini.

Per questo motivo ritengo che Stancanelli, anche con le ultime dichiarazioni rilasciate, non può più rappresentare i cittadini catanesi. Lombardo, invece, chieda scusa a tutti i Siciliani perché è inconcepibile che passi l’idea, anche se tra una battuta e l’altra, che si può coltivare marijuana nel tempo libero. Certe dichiarazioni non si possono archiviare come semplici ‘battute surreali’, perché il danno sociale che ne può derivare è incalcolabile. Altro che lezioni e corsi di legalità nelle scuole!! Considerata la lucidità del Presidente della Regione, fare simili affermazioni possono costituire, invece, una ulteriore aggravante alle irresponsabilità politiche già manifeste. Vergogna…!”

Altro intervento che si registra è quello di Orazio Licandro, coordinatore della segreteria nazionale dei Comunisti italiani-Federazione della Sinistra: “siamo esterrefatti della mancanza di equilibrio di un sindaco che è stato parlamentare e assessore regionale, oltre che avvocato e che sembra aver perso il lume della ragione”. Lo ha detto Licandro commentando l’ennesimo attacco del sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, nei confronti dei magistrati che ne hanno deciso il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio.

“Se totalmente estraneo, come afferma – ha aggiunto Licandro – la Costituzione dà tutte le garanzie al cittadino e come tanti deve affrontare l’iter processuale. Piuttosto, appare rilevante il dato politico delle sue esternazioni. Possiamo anche comprendere che abbia nostalgia di Berlusconi, ma pensare di aprire su scala locale la crociata antimagistrati francamente è ridicolo e grottesco”. Quindi ha concluso: “Se ritiene che le accuse nei suoi confronti siano frutto di un disegno politico, faccia nomi e cognomi, se ne assuma la responsabilità. Altrimenti, stia zitto e si faccia da parte”.


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