Catania, sul “ring” maggioranza e opposizione: Carmelo Sofia contro Maurizio Caserta! Fuori i secondi…


Pubblicato il 02 Ottobre 2013

“Botta e risposta” ….“Dichiarazione di Carmelo Sofia, consigliere comunale del Pd su convention “Per Catania”

Leggendo il resoconto della prima convention dell’associazione “Per Catania”, notando come si sottolinei che sono state gettate le basi per renderla ancor più snella, sconsiglierei a Maurizio Caserta ulteriori cure dimagranti, per evitare la definitiva estinzione del suo movimento. Registriamo inoltre che la scelta di tenere la convention in territorio di Ragalna, uscendo dunque dai ristretti confini di Catania, ha spinto Caserta a sottolineare nella sua relazione la necessità di cominciare a confrontarsi anche con schieramenti politici a livello nazionale. Non vorremmo ricordargli la favola della rana e del bue. Anche a proposito di quanto afferma quando definisce “Per Catania” l’unica opposizione all’Amministrazione Bianco”.

  Questo il comunicato sulla convention dall’ufficio stampa dell’ “Associazione Per Catania”…

“La prima convention dell’associazione Per Catania. Gettate le basi per rendere ancora più snella e operativa l’associazione che ” sin dai suoi primi passi si è mossa per fare opposizione all’amministrazione di Enzo Bianco

L’associazione Per Catania di Loredana Mazza e Maurizio Caserta fa un ulteriore passo avanti. In una convention di due giorni tenutasi nel Residence Serra la nave, sono state infatti gettate le basi per rendere ancora più operativa e snella l’associazione “che – come ha detto il presidente Loredana Mazza –sin dai suoi primi passi si è messa in mostra come vera forza d’opposizione alla giunta Bianco”.”La nostra associazione – ha sottolineato Caserta nella sua relazione politica – ha testimoniato la voglia di esserci, nel confronto pubblico che si svolge in città, nella individuazione delle questioni aperte, nella ricerca delle soluzioni. Posso dire, senza timore di essere smentito, che questa é la nostra caratteristica principale: essere presenti in modo nuovo nella società politica e nella società civile; partecipare senza interessi di carriera; puntare ad una politica più densa di interesse pubblico e meno imbrigliata nell’interesse personale.Ma Caserta nella sua relazione ha sottolineato che Per Catania non deve limitare il suo raggio d’azione solo alla realtà catanese. “Alzando lo sguardo non é difficile cogliere tratti di disgregazione economica, sociale, e politica a tutti i livelli istituzionali e territoriali. Proprio in questi giorni il paese vive un passaggio estremamente delicato in cui una parte politica forza pesantemente le regole costituzionali, l’altra giustamente resiste, ma sembra priva di un progetto politico credibile. La Sicilia non sta meglio: un presidente privato della maggioranza parlamentare resiste appellandosi ad un consenso popolare che in verità non ha. La Provincia é commissariata in attesa di sapere che sorte avrà. L’amministrazione della città di Catania, dopo un inizio teatrale e scoppiettante con ruspe e martelli, sembra non sapere dove vuole o può andare.

Siamo dunque di fronte ad un bivio: rassegnarci alla marginalizzazione e all’invecchiamento oppure reagire e lavorare per ricreare – forse non per noi – condizioni di vivacità e passione che possano invertire quella tendenza già in atto da tempo, e far così diventare questo territorio un punto di attrazione per giovani siciliani, italiani, europei, africani, asiatici, americani. Questo territorio potrà crescere se saprà trattenere le sue risorse migliori e se saprà attrarre quelle provenienti da altri luoghi. Non perderà la sua identità per questo; la perderà se non avrà nessuno cui trasmettere la sua storia e la sua cultura.E nella sua relazione Caserta ha poi indicato quali, a suo modo di vedere sono le strade necessarie da percorrere per rianimare il malato (l’economia siciliana) e metterlo a poco a poco in condizione di poter camminare, “C’è spazio per una politica fiscale locale, per una politica industriale locale, per una politica del lavoro locale. E c’é, a maggior ragione, a livello regionale. La Sicilia deve orientarsi verso un modello di re-industrializzazione leggera, in cui le energie pulite e rinnovabili, l’ambiente, il turismo e i beni culturali, l’agricoltura costituiscano il naturale terreno di coltura di questo processo.Ci sono state annunciate rivoluzioni e nuove primavere, ma siamo rimasti agli annunci. Occorre poi passare alla fase ricostituente del sistema produttivo: una nuova politica fiscale associata ad una nuova politica degli investimenti Infine occorre bonificare il sistema istituzionale, prevalentemente la pubblica amministrazione, nel quale quelle imprese ricostituite andranno a muoversi.Maurizio Caserta ha alla fine della sua relazione sottolineato per la sua associazione la necessità di cominciare a confrontarsi anche con schieramenti politici a livello nazionale. “Non un’adesione a questo o quel partito ma un confronto che possa essere produttivo per le prossime scelte di Per Catania che non vogliono restare ancorate alla città”.

 


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