Occorre rimuovere il disfattismo e farlo prima di subito, emarginando dal dibattito pubblico invidiosi ad un tanto al chilo, faziosi cantori del pessimismo, uccelli del malaugurio biliosi e con la bava alla bocca, perché a Catania ormai il tempo volge al bello. E, lungi dal parlare del meteo, è il contesto socio-economico cittadino quello a […]
Catania “svolta a sinistra”: c’è da spostare un cavallo! Concorso di idee per “privati” cittadini: idea del compagno Licandro
Pubblicato il 21 Luglio 2013
Nuovo fondamentale “capitolo” della “nuova primavera” (i fiori tardano a sbocciare per il caldo?) sotto l’Etna.. E noi lanciamo il nostro “concorso di idee”…
A Catania, in una città quasi completamente “normalizzata” col “manganello della propaganda” (chi non si allinea va dietro la lavagna…), il compagno/assessore alla cultura e “bellezza condivisa” (con chi? con gli amici?) Orazio Licandro ha lanciato un “serio allarme”: bisogna trovare una collocazione allo “stallone morente”, statuona in piazza Vittorio Emanuele II. Che fa scandalo! Non servono più le mutande di latta, come accadde tempo fa, ora c’è di più.
Il “casus belli” -insomma la scusa- è arrivato puntuale come i treni al tempo del fascio: una manina divota ha coperto le palle al cavallo. E’ successo il giorno della Madonna del Carmine. Apriti cielo: i benpensanti (quelli che ogni giorno vedono le mille ingiustizie di una “città mostro” e si girano dall’altra parte) si sono “rivoltati”. Poteva non “rivoltarsi” il compagno/assessore Licandro? Su “LaSicilia” ha spiegato: insomma, c’è da spostare il povero stallone. Come? Con un concorso di idee, con l’aiuto dei catanesi (“privati o pubblici”?). Insomma, l’assessore della giunta Bianco, utilizzando con la solita saccenza i suoi strumenti culturali contro il “popolo bue” (o cavallo?)”- continua a giocare con le parole per “coprire” quello che già si sa: non ci sono soldi al comune. Occorre trovare “soluzioni alternative”. Quali? Tirate ad indovinare?
Facciamo, allora, noi un “concorso di idee”: indovina come faranno. Attendiamo.




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