Centro commerciale? No, grazie!


Pubblicato il 10 Febbraio 2012

A Scordia, in provincia di Catania, vittoria della mobilitazione collettiva, contro l’arroganza del denaro e l’ombra della mafiaa cura di Iena Infame Benanti

Si è tenuta oggi, nell’aula consiliare del comune di Scordia, la conferenza dei servizi sulla concessione delle autorizzazioni alla costruzione di un nuovo centro commerciale “Scordia Megastore”. Al tavolo erano presenti i rappresentanti del comune di Scordia, della Regione Sicilia, della provincia di Catania e della Camera di commercio etnea. Tutti gli enti partecipanti hanno espresso parere sfavorevole alla concessione delle autorizzazioni, quindi non avrà futuro il nuovo centro commerciale!

“Esprimiamo -affermano Valerio Marletta e Pierpaolo Montalto, consigliere provinciale e segretario provinciale di Rifondazione- grande soddisfazione per la scelta adottata. Rifondazione Comunista sostiene da anni la battaglia contro la costruzione di vecchi e nuovi centri commerciali sul nostro territorio. Oggi è stata la vittoria della partecipazione democratica, dell’impegno di una comunità che negli ultmi tempi ha esercitato il proprio diritto di resistenza ad un modello di sviluppo “spazzatura”. Pubblicamente i rappresentanti di regione e provincia hanno ammesso che le scelta di negare le autorizzazioni è stata determinata dal dissenso espresso in questi mesi dai cittadini di Scordia. Oggi è stato sconfitto un modello che vede la gente comune subire le scelte dei palazzi della politica. Un comitato di popolo, il “No Scordia Megastore”, ha organizzato assemblee, volantinaggi, azioni di lotta che hanno portato gli enti politici preposti a rinunciare a questo scellerato progetto che avrebbe portato l’ennesimo scempio sociale. Basti vedere i dati diffusi negli ultimi mesi da confcommercio sull’incidenza del proliferare dei centri commerciali in provincia di Catania. La nostra provincia ha la più alta concentrazione di centri commerciali in Europa a fronte di una cronica stagnazione dei consumi che ha portato il commercio in agonia. Centinaia di piccole attività commerciali hanno cessato la propria attività, svuotando i nostri centri storici e imponendo un modello di sviluppo fallimentare”.Aggiuntono Marletta e Montalto:”con la decisione di oggi si impedisce la possibilità di una nuova attività speculativa dei grandi gruppi finanziari. Sono sotto gli occhi di tutti gli interessi dei grandi imprenditori catanesi nell’affare centri commerciali. Ricordiamo che la ditta Scordia Megastore Srl, che aveva richiesto le autorizzazioni per la costruzione di questo centro commerciale, risulta in mano ai Fratelli Basilotta Immobiliare. Vincenzo Basillota, uno dei fratelli, ha partecipato con la ditta Incoter alla costruzione di Etnapolis, le Porte e di altri centri commerciali catanesi. Lo stesso Basilotta ha subito procedimenti giudiziari che hanno accertato il suo ruolo di imprenditore legato alla Mafia. Non vogliamosostituirci alla magistratura, ma pensiamo che oggi sia stata compiuta una scelta chiara che mette finalmente in dubbio lo strapotere della borghesia mafiosa nel settore delle costruzioni e del movimento terra”.


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