Colin Walsh chiude la prima giornata del Catania Book Festival: tra memoria, adolescenza e nuove narrazioni


Pubblicato il 25 Aprile 2026

La prima delle tre giornate del Catania Book Festival si è chiusa al Palazzo della Cultura  tra spunti di memoria e riflessioni sul presente. L’ appuntamento più atteso, quello con lo scrittore irlandese Colin Walsh autore di Kala (Fazi Editore), ha offerto l’occasione di conoscere una storia che intreccia adolescenza, perdita e segreti: “Ci sono sicuramente nuove sfide per gli adolescenti di oggi, ma in definitiva penso che il “voltaggio emotivo” dei nostri anni adolescenziali sia universale. Sono stata fortunato a incontrare molti lettori provenienti da generazioni e culture diverse, e si riconoscono profondamente nel libro. Tutti portiamo dentro di noi il nostro io adolescente, a prescindere da quanti anni abbiamo”.

Tra gli incontri applauditi, quello con Maria Attanasio, scrittrice in corsa nella dozzina di semifinalisti al premio Strega che con La Rosa Inversa (Sellerio) ha ribadito il valore senza tempo della Storia alternativa, lontana dalle versioni ufficiali: “A me interessa la storia di chi ha perso la battaglia non certo la storia riscritta dal potere”.

Di forte impatto anche Claudio Fava con Non ti fidare (Fandango), centrato sul dramma dei figli dei desaparecidos: “Il tema della memoria non è relegato a una pagina di un libro di storia, è un tema di vita quotidiana”, ha ricordato, richiamando il rischio sempre attuale dell’oblio.

Simona Lo Iacono con Joanna degli Incanti (Guanda), ha affascinato il pubblico con storia di una donna visionaria capace di trasformare il dolore in impresa culturale. “Mi sono innamorata di lei per la sua capacità di saper vedere oltre”, ha dichiarato l’autrice, evocando il personaggio la cui vicenda inizia al Palazzo Chiaromonte Steri di Palermo e che ci viene restituita attraverso i verbali della Santa Inquisizione.

A completare il quadro, gli interventi dello scrittore Massimo Maugeri e del sociologo Davide Bennato, che hanno ampliato il confronto sul rapporto tra musica e letteratura, e tra digitale e sentimenti amorosi. 

La prima giornata del festival è stata  partecipata anche grazie ai laboratori che hanno coinvolto soprattutto i più giovani. Tra questi, “Facciamo testamento (biologico)” ha chiarito il valore del biotestamento come strumento per esprimere le proprie volontà sanitarie: “il fine è sempre rispettare il volere del paziente”, hanno spiegato i rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni. Amnesty International ha guidato gli studenti in una riflessione sulle disuguaglianze globali, mentre Arcigay Catania ha promosso un gruppo di lavoro su memorie, corpi e democrazia, a partire dal significato storico e politico della liberazione del 25 aprile.


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