Costume e società: “Gay Pride? Una carnevalata”


Pubblicato il 29 Giugno 2013

Un gay “diverso” (il secondo da sinistra nella foto): cattolico praticante, di destra e contro la manifestazione rituale, che si tiene oggi, a Catania, a partire dalle 17,30 in piazza borgo…

di Iena CrocutaQuesto il profilo di Sandro Mangano, classe ’78, presidente di GayLib, e un imprenditore etneo. Era ad un passo dai voti religiosi, e non per nascondere la propria tendenza sessuale, ma perchè ama e crede in Dio e si è affidato alla Madonna, infatti al dito un Rosario da cui mai si separa. Ha vissuto in seminario, dove comprese qual’era la propria strada: continuare l’impresa di famiglia per mantenersi, e fare del bene al prossimo, anche da gay e soprattutto servendosi di tale condizione per aiutare persone ad affrontare le difficoltà che purtroppo spesso s’incontrano.Ma adesso è lui che viene bistrattato da molte chiusure di alcune associazioni gay. Mangano è accusato e criticato. Lo definiscono fascista, e non perchè si è candidato con Nello Musumeci alle scorse regionali, ma perchè è contro gli atteggiamenti eccessivi, che a suo dire non portano a nulla e anzi peggiorano una condizione già difficile all’interno della società. Destra e sinistra, non riescono a capirlo… PERCHE’ GUIDATI DA STEREOTIPI.”Sia chiaro, non intendo dire di nascondersi. MAI. E soprattutto non è vero che sono contro la libertà. Libertà è partecipazione, è accettare le regole rispettandole e non andando ad invadere quelle altrui – spiega Mangano – il Gay Pride fatto come un carnevale e non con atteggiamenti e discussioni serie, è solo controproducente. E’ una prima vittoria la proposta di legge Galan-Bondi per le unioni omoaffettive, e adesso spero che venga accolta con dall’ampia maggioranza del Parlamento. Ma una delle vittorie che più desidero nel mio cuore è che la Chiesa ci dedichi una pastorale dedicata alle coppie omosessuali, così da essere guidati dallo Spirito Santo. La Chiesa è aperta, oggi, solo al singolo gay, ma noi che siamo in coppia abbiamo bisogno di anche di una spiritualità che non sia solo individuale. Non voglio un matrimonio religioso, ci mancherebbe! E’ ridicolo! Noi possiamo avere solo riconoscimenti civili, diritti e doveri, com’è giusto che sia. Il matrimonio, già dalla sua etimologia, è l’unione di due parole latine, mater, madre, genitrice e munus, compito, dovere. Noi non possiamo generare, è ovvio. Ma abbiamo una vita sessuale, la coppia etero che compie atto sessuale prima del matrimonio e /o non può/vuole procreare. Un ultima cosa. Bisogna riformare la legge sull’adozione, ma guardando al bene del bambino e non all’egoismo dell’adottante. Il nostro Paese non è pronto all’adozione nelle coppie omosessuali” conclude Mangano.

 


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