CRAXI: la verità su Sigonella, Mani pulite e una lettera inedita di Sciascia nel libro di Fabio Martini “Controvento”


Pubblicato il 16 Gennaio 2025

In libreria per Rubbettino, la Nuova edizione di “Controvento. La vera storia di Bettino Craxi” 

con testimonianze inedite e documenti desecretati.

L’altra Sigonella e gli antenati di Hamas. Il crollo della Prima Repubblica e le due Americhe, una con Di Pietro e una contro. I rapporti riservati con Cuccia e Draghi. La prima (e ultima) vera sfida sull’egemonia culturale: quando il Pcus scrisse a Berlinguer. Una lettera inedita di Sciascia: “Caro Bettino, ho votato Psi ma attento ai viceré…”.

In occasione del venticinquesimo anniversario della scomparsa di Bettino Craxi esce per Rubbettino una nuova edizione di Controvento. La vera storia di Bettino Craxi di Fabio Martini. Il libro si avvale di nuove testimonianze e di documenti inediti che consentono di fare luce su passaggi storici controversi e aiutano a dare una “nuova forma” ad una stagione storica e ad un personaggio.

Grazie ai nuovi documenti è possibile finalmente rispondere ad una domanda che sinora non ha trovato una risposta univoca: il crollo della Prima Repubblica fu determinato da un disegno ordito a tavolino o si consumò per “morte naturale”? Diversi passaggi restituiscono un quadro d’assieme diverso dal solito: gli incontri segreti tra Craxi e Cuccia; il testo del discorso di Mario Draghi sul Britannia, la “confessione postuma” del giudice Salvini sull’uso del Gip da parte del pool di Milano. E soprattutto, dai dispacci desecretati dell’Ambasciata americana a Roma, affiorano due Americhe diversissime nell’approccio a Mani pulite: l’amministrazione Bush tifa per Di Pietro, quella di Clinton ne vede gli abusi. Due Americhe assai diverse che, senza un complotto deciso a tavolino, alla fine convergono nello “scaricare” un personaggio scomodo come Craxi.

“Parlano” alla politica odierna diverse battaglie del leader socialista. La sfida per l’egemonia culturale a sinistra. Una sfida non sui “posti” da occupare negli enti o in Rai, ma una “togliattiana” battaglia delle idee che fu condotta assieme a fior di intellettuali e che, come dimostrano documenti riservati, fu contrastata dai vertici del Pcus, anche con una lettera riservata a Berlinguer. Sul fronte degli intellettuali “disorganici”, interessante una lettera inedita di Sciascia, nella quale lo scrittore rivela a Craxi di aver votato Psi e profeticamente mette in guardia il leader dal fenomeno del clientelismo, ricorrendo ad un fulminante proverbio siciliano.

Dalle nuove testimonianze emerge un’“altra Sigonella”: oltre all’ingerenza americana, due soggetti giocarono un ruolo decisivo: le frange radicali dell’Olp, gli antenati di Hamas e il primo ministro israeliano Peres, che ebbe un confronto drammatico con Craxi a palazzo Chigi: “Sei troppo in anticipo con la storia”. Dietro l’agguato alla Achille Lauro c’è un importante piano italiano per la Palestina e per Gaza, deciso d’intesa con la Casa Bianca e che riaffiora dopo 40 anni. 

In Controvento. oltre ad altre storie inedite, si racconta come la distanza storica abbia progressivamente spento gli opposti pregiudizi, il che consentirà nel venticinquesimo anniversario un’analisi più rigorosa del personaggio Craxi, nel solco della valutazione di uno dei maestri della politologia italiana, Gianfranco Pasquino: “Il decisionismo di Craxi, nella misura in cui si esplicitò, non voleva avere e non ebbe nulla di populista”.


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