CRONACHE CATANESI DEI DISASTRI COMUNALI, IGNAZIO DE LUCA: “CONFCOMMERCIO MI COPIA”


Pubblicato il 15 Ottobre 2014

di iena senza potere marco benanti 

Ignazio De Luca le parole del direttore di Confcommercio Catania sono tue? Sei libero di confessare…

Il direttore Strano fotografa la situazione della Catania reale non quella imbonitrice di questa tronfia amministrazione. Sembra che stia riprendendo termini della nota Confcommercio, ma -carta canta- scrivo da mesi di una “primavera, se mai ce ne sia stata una, glaciale”.

Ma  Antonio Strano come fa a scrivere che questa amministrazione vive di immagini e di imbonimenti dei salotti romani? Non ti sembra un attacco fascista?

Per quanto riguarda i salotti romani gira voce che Del Rio abba preso un appartamento in centro storico per non perdere tempi a recarsi a Palazzo degli Elefanti.

Da quando scrivi per ienesicule sei stato accusato più volte per il suo processo in corso quando facevi un altro lavoro.

Ma per caso hai partecipato anche all’attentato  alle Torri Gemelle dell’11 settembre?

Della vicenda penale che mi riguarda,come dicono quelli bravi, non posso parlare piena e incondizionata fiducia nella Magistratura, ma con qualche riserva su l’operato tecnico di alcuni Piemme e peggio di una sparuta pattuglia di investigatori. Poi, se alcuni tuoi colleghi frustrati, invidiosi della mia bravura e del tuo coraggio, postano, da utili idioti, la mia foto su FB, sono anche contento, vuol dire che non hanno argomenti per smontare ciò che scrivo e usano il metodo Boffo. Del resto qualche settimana fa uno del comune mi ha detto che sono “temuto”. Finirà che mi monterò la testa. 

Il tuo presunto “livore” deriva forse dal fatto che ogni giorno su Palazzo degli Elefanti ci sono telecamere impertinenti, taccuini pronti a scovare malamministrazione e cronisti che senza guardare in faccia a nessuno mettono in difficoltà chi comanda, proprio come ai tempi del centrodestra al governo?

Per quanto attiene al “livore”non nego che talvolta il senso d’impotenza mi attanaglia a tal punto che … Scrivo al fiele. Ma grande è la frustrazione che coi codici alla mano e le industriali violazioni di legge di questi arrampicatori della cosa pubblica mantengono i loro privilegi invece di essere sbattuti fuori. 

Da questo punto di vista, non ti sembra che con l’arrivo del centrosinistra le inchieste ficcanti ci siano esattamente come ai tempi di Scapagnini e Stancanelli?

Se la metà delle cose che ho denunciato le avessi scritte ai tempi che so di Lombardo o di Scapagnini riposi in pace, o di Stancanelli, starebbero da un pezzo a fare compagnia a Cuffaro.

Dal punto di vista professionale, non pensi che tu ti stia montando la testa e abbia assunto ormai un ruolo di Potere fuori norma?

Riguardo il potere che mi dai, fatti il tuo esame di coscienza e svela ai tuoi colleghi quanta roba mi tagli perché pesante e poi c’è il detto che Dio li fa e tra di loro s’accoppiano.(il direttore si dichiara eterosessuale, ndr) 

Tornado a Confcommercio e al direttore Strano: a tuo avviso, le sue parole sono dovute a “invidia”, “livore” oppure alla voglia di prendere il posto di Bianco?

Riguardo il direttore Strano, oggi credo che sia tornato alla carica, perché al solito la claque mediatica della ‘banda Bianco’ ha nascosto il dato politico della serrata, in seguito al tentativo di ‘battere’ un dj da parte della cosiddetta famiglia mafiosa emergente dei ‘marmoriani paninari’.

 

 

 

 

 

 

 


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