Cultura, Catania: “Madre e figlio”, tra amore e tradizione. L’opera di Antonio Santacroce cuore pulsante della Cappella Bonajuto


Pubblicato il 06 Gennaio 2019

Un inno alla donna, alla femminilità, alla maternità. Un’’opera magnifica che racchiude in sé un messaggio universale di amore intenso e Inesauribile e che, da ieri, ha una nuova, simbolica collocazione. 

Fino al prossimo 8 marzo, la scultura “Madre e figlio” di Antonio Santacroce, rappresenterà il fulcro della Cappella Bonajuto, il cuore pulsante della Cuba bizantina tardo medievale, gioiello storico e architettonico incastonato tra i palazzi barocchi di Catania. L’ha voluta il proprietario dell’edificio di culto, Salvatore Bonajuto, artista e mecenate, per dare il via a “La bellezza tra le pietre”, rassegna ideata per arricchire la Cappella, confermandone la vocazione di spazio d’arte e di elaborazione artistica, dopo la “rinascita” immortalata dallo street Artist Venezuelano Gomez, con l’angelo realizzato all’esterno del bene.

“Un inizio davvero in grande – ha commentato Bonajuto – per un percorso che intende diffondere l’arte e la bellezza partendo da un bene, la Cappella, che rappresenta il luogo ideale per celebrarle entrambe. Ringrazio il maestro Santacroce per la sensibilità e la passione con cui ha sposato questo progetto che, fino all’8 marzo, parlerà di femminilità e tradizione, di amore e complicità, in un dialogo con la città che, sono certo, risponderà come ha fatto ieri”.

La scultura, che in realtà è la matrice in terracotta sul quale è stato realizzato il calco di gesso per la realizzazione dell’opera in bronzo collocata ad Aci Castello, racchiude in sé un messaggio universale di amore e rispetto, come ha spiegato lo stesso artista. “La madre rappresenta la terra, il bambino l’umanità – ha evidenziato il maestro Santacroce – ma la scultura è anche la rappresentazione simbolica della tradizione che, da madre a figlio, si rinnova in una sorta di circolo virtuoso. Ho risposto subito all’invito di Bonajuto – ha aggiunto – perché ho sempre amato questo luogo e sono certo che faremo ancora tanto insieme”.

L’opera è stata presentata ieri sera, di fronte a una platea folta ed entusiasta, che ha potuto ammirare la scultura collocata al centro della Cuba bizantina, in un allestimento unico e suggestivo, opera di un altro grande artista a tutto tondo, sensibile e creativo, Giuseppe Patanè. Madre e figlio vengono idealmente abbracciati da cinque quadri realizzati appositamente da Patanè, che rievocano la maternità, esaltando al meglio la scultura di terracotta collocata al centro della Cuba. 

“Ho realizzato questo fondo crudo, pietra lavica mescolata ad argilla, per fare emergere la donna, la maternità. La fonte di ispirazione è l’opera di Santacroce – ha sottolineato – scultura pregna di significato e dalla grande carica emotiva. Ho pensato per questo di invitare altri artisti, fotografi, pittori che, prendendo spunto da questa scultura, possono ispirarsi e dare un loro contributo. L’idea è quella di mettere queste opere all’asta l’8 marzo, e devolvere il ricavato in beneficienza”. Il quadro collocato al centro dell’abside, alle spalle di Madre e figlio è un tributo a Giacomo Serpotta, artista che Patanè ha potuto ammirare all’interno dell’oratorio di San Lorenzo, a Palermo, città dove è in corso la personale dell’artista catanese “Dieci”. 

All’inaugurazione erano presenti, oltre al padrone di casa e ai due artisti, anche  l’esperta d’arte, Marina Cafà, che ha introdotto al pubblico il maestro Santacroce, con cui si è intrattenuta in un’interessantissima conversazione. Presente anche l’assessore alla Cultura del Comune di Catania, Barbara Mirabella, sostenitrice entusiasta dell’opera di mecenatismo di Bonajuto. “Alla Cappella Bonajuto mi sento a casa – ha detto. Siamo contenti, come amministrazione, di sostenere l’opera di Bonajuto che, avviata con la realizzazione del murale di Gomez, prosegue in questo percorso di diffusione di cultura che dà energia e forza anche al lavoro dell’assessorato che mi onoro di rappresentare. Da madre e donna – ha concluso – non posso che apprezzare il messaggio che quest’opera vuole trasmettere”.

Sarà possibile ammirare l’opera di Santacroce nei fine settimana fino all’8 marzo, o contattando l’Associazione regionale guide Sicilia che, insieme a Cornici Manara, al ristorante il Convivio e Gea Calì, ha consentito la realizzazione dell’evento. 


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