Edizione Straordinaria: clamoroso! Cosa Nostra lascia la Sicilia! E investe in Libia in teste d’agnello!


Pubblicato il 01 Aprile 2015

Un portavoce della nota organizzazione: “la concorrenza nell’isola era troppo forte. L’antimafia ci ha sciolto nell’acido”.

Panico fra i professionisti dell’antimaffffia: il loro reddito potrebbe crollare del 300 per cento!

 di iena anti antimafiosa 

La decisione è ormai presa: Cosa Nostra fa i bagagli dalla Trinacria. Dopo secoli di ottima coesione con lo Stato, un rapporto di autentico amore, segnato da qualche screzio come accade alle migliori coppie, la nota organizzazione ha dovuto, conti alla mano, prendere una dolorosa –probabilmente piuttosto acida-  risoluzione: lasciare la Sicilia.

Non è stata la pressione delle forze dell’ordine, non è stata la crisi economica internazionale, non le Procureassociatedeipiemmedissociati,

ma un calcolo molto pratico a produrre la dipartita: un problema di concorrenza sleale.

Un portavoce del sodalizio siculo/statale ha spiegato: “la concorrenza nell’Isola era troppo forte. L’antimafia ha fatto molto, ma molto meglio di noi. E ci ha sciolto nell’acido. “

E come esempio ha portato il proliferare di teste d’agnello. Aggiungendo: “non se ne poteva più, abbiamo dovuto arrenderci. Sembrava tutto vero, eppure si dice che spesso che la realtà supera l’immaginazione cinematografica”.

L’abbandono dell’Isola da parte di Cosa Nostra ha subito prodotto effetti devastanti sul Pil e i Pil della Sicilia.

Già segnalato un aumento vertiginoso della disoccupazione intellettuale. Addirittura la mancanza di lavoro avrebbe colpito duramente i piemme e le “testate antimafffia”: da loro sarebbe subito arrivata la richiesta di un reddito di cittadinanza a Renzi.  Ma subito una soluzione pratica sarebbe arrivata da Rocco Siffredi che avrebbe promesso: “ve lo allungo io (il reddito di cittadinanza, ndr)”.

Drammatica, con tentativi ripetuti di suicidio, la situazione dei professionisti dell’antimafffia: un default pauroso. Si calcola un crollo reddituale del 300 per cento. Roba da fare impallidire anche gli stomaci più forti, quelli per intenderci che per anni si sono sorbiti in silenzio le minchiate col botto dei noti professionisti (dell’antimafffia, appunto).

Ma l’economia ha le sue regole, inflessibili. E per questo già si annunciano azioni pasquali. Come quelle dell’Isis che avrebbe già preannunciato un ricorso internazionale per concorrenza sleale capitale.

Ed è subito guerra commerciale con Cosa Nostra: “ troppe teste d’agnello in Libia –ha dichiarato un portavoce decapitato dell’Isis-noi piuttosto puntiamo allora sulle teste di cazzo. Ne potremmo importare in quantità industriale dall’Occidente.”.

Non si escludono novità sconvolgenti e salita di tensioni: qualcuno già parla di desertificazione ormai galoppante (con tanto di fantino mafffioso) in Sicilia.

Ma da un imprenditore-editore-giornalista-professionista si sarebbe però già pensato alla soluzione: aprire una fabbrica di chiacchiere&minchiate. Parrebbe che rendano benissimo…

 


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