Giustizia alla catanese, emergenza: il furto di bici. E la tutela del “cariolo” dove la mettiamo?


Pubblicato il 14 Novembre 2013

Stamattina, dal quotidiano “La Sicilia” apprendiamo che sotto l’Etna c’è da inseguire i ladri di biciclette…di iena senza bici

“La Procura impegnata a reprimere i furti di bici”: stamane, sul quotidiano locale catanese una risposta -ad una lettera-appello- del capo dell’ufficio requirente Giovanni Salvi rassicura una signora vittima del furto della propria bici. Lo Stato non sta a guardare.

Ma per il “cariolo” -il noto mezzo di trasporto caro a tante generazioni di catanesi- non c’è nulla? Non ci si pensa? Eppure potrebbe essere a rischio pure lui, il “cariolo” appunto. Attendiamo che lo Stato faccia la sua parte pure per questo.

E naturalmente attendiamo che la Procura assicuri che chi eventualmente approfitta delle risorse pubbliche, in particolare nei Palazzi del Potere, a danno dei poveri, non la faccia franca. Come accade a Catania da secoli.


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