Grandi opere sotto processo a Catania. Si tratta di una megacostruzione di proprietà di “Acqua Pia Antica Marcia spa”


Pubblicato il 30 Settembre 2011

Nuova_immagineE’ nato sulle macerie di un vecchio mulino: un grande centro direzionale e commerciale dell’ “Acqua Marcia” del gruppo Caltagirone.

Dal 7 marzo 2009 l’Autorità Giudiziaria ne ha disposto il sequestro (confermato anche dal tribunale del riesame che nell’ordinanza ha parlato di reato edilizio e non di lottizzazione abusiva): non solo, è in corso, davanti alla terza sezione penale del Tribunale di Catania (Presidente Rosalba Recupido, a latere Barbarino e Bacianini, Pm Antonino Fanara), un processo che, in generale, ipotizza i reati di abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva.

Oggi è stato sentito il denunciante, il signor Sebastiano Pagano. L’uomo, che abita nei pressi del complesso edilizio, anni fa ha sporto denuncia: ha spiegato, in aula, che con i lavori della nuova costruzione dalla sua casa gli è stato ostruita la visione del mare. Pagano ha portato in aula una sorta di collage di foto del Mulino in periodi diversi: un lavoro sommario (definito “artigianale” in aula) che non è stato acquisito dal Tribunale, alla stregua di una vecchia foto del mulino di cui si ignora la data.

La Pubblica Accusa aveva proposto una richiesta istruttoria, cioè una nuova foto fatta con un perito, dalla stessa angolazione: ma la richiesta non è stata ammessa. Acquisita, invece, la consulenza dell’ing. Vito Mancino. Prossima udienza il 28 ottobre quando saranno sentiti altri testi dell’Accusa.Nell’ottobre dell’anno scorso, per questo procedimento, il Gup di Catania Laura Benanti ha rinviato a giudizio per abuso d’ufficio Giovanni Beneduci, amministratore della “Acqua Marcia holding spa”; Giovanni Cervi, amministratore della “Grand Hotel Bellini srl”, Maurizio Pennesi amministratore della “Italgestioni srl”; Mario Arena, ex componente della commissione edilizia del Comune di Catania; Vito Padalino funzionario in pensione dell’ufficio urbanistica del comune di Catania. Beneduci, Cervi, Padalino e Pennesi sono stati rinviati a giudizio anche per lottizzazione abusiva.


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