History Channel, Politica rossazzurra: Marco Forzese “si sacrifica”, un “passo indietro”…e un assessorato in più? Ma poi arriva smentita


Pubblicato il 29 Marzo 2013

Annunciato ennesimo appoggio per Enzo Bianco. Il deputato e presidente di commissione all’Ars si aggrega pure lui alla “nuova grande alleanza”…(nella foto Bianco mostra le “leggi Forzese”)di iena in sala

Nel giorno della presentazione delle sue “opere” nei primi “cento giorni” all’Ars, Marco Forzese, già Udc, poi “crocettiano” ora “Democratico Riformista per la Sicilia”,

annuncia al suo “popolo” di nuovi volti della politica (come l’ex sindaco di Catania Angelo Lo Presti e l’ex vicesindaco Giovanni Trovato) e di tanti affezionati amici (nella foto) l’appoggio alla candidatura a sindaco di Catania di Enzo Bianco. Lo fa al cortile Platamone, di prima mattina. Al tavolo “dell’annuncio” il segretario “Democratico Riformista per la Sicilia” il giovane Salvo Calogero e accanto a lui il sociologo e formatore, il dott. Alberto Sozzi, un intellettuale (vedi foto sotto).

L’avvio è “scoppiettante”: al microfono dei cronisti Forzese annuncia il suo appoggio a Bianco, sulla base delle “esigenze del territorio”. Quali? La disoccupazione. Gli chiedono delle primarie e lui risponde: “io sono stato fra i pochi a chiedere le primarie”. Ma poi cosa è accaduto? E’ arrivato Bianco! E amore fu!

Allora ben vengano -come accade nel “vero amore”- i “sacrifici”, come quello “duro” di rinunciare alla candidatura “crocettiana” a sindaco. Una “dura rinuncia” per la quale il “ristoro” è appena l’ingresso in giunta. Se Bianco vince. “L’amico Bianco” come la chiama Forzese è una “macchina schiacciasassi”, sta inanellando alleanze su alleanze, adesioni su adesioni, dall’ “ala rivoluzionaria” alla Crocetta, alla Licandro, passando per gli “ingroiani” (con e senza manette al seguito) per continuare al neoexnovocentrodemocristiano (Pd assortiti), fino alla destra di Puccio La Rosa. Un’ “armata”. Tutta catanese.

E Stancanelli? A noi che gli chiediamo se l’uscente ha più o meno di una possibilità di vincere risponde: “secondo me meno di una, molto meno”. Adesso, comunque è il momento delle “scelte forti” -pensiamo noi. Infatti, Forzese dichiara: “quello che conta è portare a casa il risultato.Per questo credo che sia fondamentale dare alla gente un messaggio di compattezza e unità”.

C’è anche spazio per l’autobiografia politica: quando tutti dicevano che dovevo scegliere Nello Musumeci perché avrebbe vinto io sono rimasto della mia idea, optando per Crocetta. Mi diedero del folle, ma oggi posso dire che avevano torto. Oggi abbiamo il dovere di ripetere questo successo a Catania riuscendo a scuotere i catanesi e cambiare, finalmente, la città”. Da qui la scelta dell’appoggio a Bianco “unico nome che possa rendere possibile tutto questo”. Giù gli applausi. L’ex assessore ai servizi sociali dell’amministrazione Scapagnini coglie nel segno.

Arriva Bianco. E sono sorrisi su sorrisi. Forzese -in un momento che resterà negli annali- gli consente le leggi di cui va tanto fiero in questi “cento giorni di fuoco” nella Regione “incrocettata” (foto in alto)

“Apprendo con gioia la volontà di appoggiarmi nella corsa a sindaco – afferma il candidato sindaco – e considero questo momento importante per raccogliere le energie che saranno fondamentali subito dopo l’11 giugno il governo della città, che ha una grande voglia di riscatto. Forzese coniuga i verbi al passato, parlando di ciò che ha fatto, e non al futuro, come il sindaco Stancanelli, e già questo rappresenta la più netta discriminante politica riguardo ai nostri avversari. Per questo dico sin da subito che insieme guideremo la cabina di regia che porterà al cambiamento di questa città che se lo merita”.   


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