Legambiente Catania vince al CGA: stop ai lavori nel Borgo di Ognina


Pubblicato il 09 Giugno 2025

comunicato stampa

 Un’importante vittoria per la tutela del Borgo marinaro di Ognina. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA) ha accolto la richiesta cautelare di Legambiente Catania, difeso dall’Avv. Elio Guarnaccia, bloccando i lavori di ampliamento e chiusura del porto turistico privato.

Questa decisione del CGA sospende non solo l’efficacia della sentenza precedente, ma anche il provvedimento di ampliamento della concessione demaniale marittima.

“Siamo estremamente soddisfatti di questo risultato,” dichiara l’Avv. Viola Sorbello, Presidente del circolo di Catania di Legambiente. “Il CGA ha riconosciuto la fondatezza delle nostre obiezioni, evidenziando le carenze nella motivazione del parere favorevole della Soprintendenza. Non si può ignorare la valenza storico-culturale millenaria di Ognina per favorire un ampliamento che comprometterebbe l’integrità del borgo.”

Il CGA ha infatti sottolineato il “difetto di motivazione e di istruttoria” del parere della Soprintendenza, ritenendo le argomentazioni “prive di adeguata motivazione e per taluni profili finanche contraddittorio,” specialmente considerando l’eliminazione di parte del molo antico e l’indiscussa importanza storica del sito.

La sospensione dei lavori è stata motivata anche dal pericolo di un danno grave e irreparabile al progetto di rigenerazione urbana avviato dal Comune di Catania per il Borgo di Ognina. “È fondamentale che i lavori non ostacolino il concorso di progettazione del Comune per la riqualificazione dell’area,” aggiunge l’Avv. Sorbello. “Questo verdetto restituisce al Comune di Catania il ruolo centrale che deve avere nella pianificazione del futuro di Ognina, dando priorità al progetto di rigenerazione urbana che mira a riconnettere il mare con l’antica chiesa.”

Con l’ordinanza del CGA, i lavori dovranno essere immediatamente sospesi e le aree oggetto di ampliamento dovranno essere sgomberate e riaperte alla fruizione pubblica, in attesa dell’udienza pubblica.


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