Malasanità, Catania: al “Garibaldi” Nesima due anni per una mammografia


Pubblicato il 06 Febbraio 2016

Il Codacons presenta esposto in Procura e chiede l’intervento del Ministro della Salute

Il Codacons denuncia l’ennesimo caso di interminabili liste d’attesa della Sanità Siciliana. Una Sanità mossa dall’unico scopo di fare profitto che lede costantemente il fondamentale diritto alla salute sancito dall’Art. 32 della Costituzione, non garantendo, di fatto, cure gratuite agli indigenti.

Il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe garantire cure gratuite agli indigenti ma di fatto assicura le cure solo alle persone che hanno la possibilità di pagarle, creando cittadini di “serie A” e cittadini di “serie B”, se non di “serie C” . ll diritto alla salute sta diventando, quindi, sempre più un privilegio solo per pochi. Pertanto, Il Codacons, tramite l’Avv. Carmelo Sardella, Dirigente dell’Ufficio Legale Regionale, dopo l’ennesima segnalazione, ha presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catania ed invoca, inoltre, l’intervento del Ministro della Salute Lorenzin affinchè si impegni ad assicurare, come si dovrebbe, l’assistenza sanitaria in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale.

Il Codacons, da molto tempo impegnato in prima linea contro i casi di mala Sanità, ha denunciato che i tempi di attesa per una prenotazione dell’esame di mammografia, all’Ospedale “Garibaldi” Nesima di Catania così come negli altri Ospedali Catanesi, risulta essere di oltre due anni. Ma se si è disposti, e si è in condizioni economiche di poterlo fare, a pagare l’esame per intero allora i tempi si riducono in pochi giorni.

Fare attendere due anni per un esame è negare il diritto di cura, afferma l’Avv. Sardella.

Spesso, conclude l’avv. Giovanni Petrone Presidente Regionale Codacons, i cittadini sono costretti a decidere tra il non curarsi e il pagare, anche se esenti, le prestazioni sanitarie privatamente.Molti medici considerano le visite mutuabili come una seccatura e questo può comportare ritardi, ma noi abbiamo il dovere morale di combattere questa ingiustizia sociale e l’idea di una Sanità pubblica in cui prevale l’interesse esasperato per il profitto.

 


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