‘Pea’, la Procura di Palermo indaga sull’assessore regionale Gaetano Armao, per concorso esterno in bancarotta fraudolenta


Pubblicato il 06 Aprile 2012

di iena di Bellolampo

L’inchiesta nascerebbe da una richiesta di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica di Palermo nei confronti della “Palermo Energia Ambiente” a seguito della quale sarebbe stata avviata un’indagine volta ad accertare le cause dello stesso. Tra gli indagati spiccherebbe il nome dell’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, con l’ipotesi di concorso esterno in bancarotta fraudolenta. Le indagini, come svela livesicilia.it, avrebbero come obiettivo l’esame dei conti della “Palermo Energia Ambiente” e scaturiscono, come vi dicevamo, dalla procedura di fallimento della società che era stata costituita per realizzare il progetto, poi naufragato, di costruire un termovalorizzatore nel popoloso quartiere palermitano di Bellolampo.

Si tratta di un’indagine particolarmente complessa nella quale entrano in gioco il Tribunale civile, sezione fallimentare, e quello penale. Naturalmente le sorti del procedimento penale non possono che essere legate all’eventuale dichiarazione di fallimento della “Palermo Energia Ambiente” da parte della competente sezione fallimentare. Il nome dell’attuale assessore all’Economia, Gaetano Armao, rientrerebbe nell’elenco dei creditori della “PEA” che, per una sorta di strana coincidenza, si rivolse allo studio Armao (nel periodo tra il 2006 e il 2009) per commissionare alcune consulenze legali. I soci di maggioranza della “Palermo Energia Ambiente” sono il gruppo Falck e l’Amia e, secondo indiscrezioni, per la realizzazione del progetto in questione, poi naufragato, sarebbero stati spesi ben 44 milioni di euro. E sarebbe stato eseguito solo lo sbancamento dell’area destinata alla realizzazione del termovalorizzatore.

Con l’ipotesi di reato di falso in bilancio, la Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati sette ex amministratori della “Palermo Energia Ambiente”, società che nel frattempo era stata posta in liquidazione. Secondo gli investigatori nelle scritture contabili potrebbero essere state iscritte spese gonfiate o addirittura illegittime. Nell’istanza di fallimento, firmata dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dal sostituto procuratore Calogero Ferrara, proprio a proposito delle scritture contabili ne viene sottolineata “la sostanziale inattendibilità sin dal 2004 e fino all’ultimo bilancio approvato il 31 dicembre 2009”. Come vi abbiamo preannunciato, tra gli impegni economici assunti dalla “Palermo Energia Ambiente” vi sarebbero anche le spese relative alle consulenze legali affidate allo studio dell’assessore Armao. Si parla di ben 583.141 euro per consulenze legali elargite nel periodo a cavallo tra gli anni 2006 e 2009. C’è da dire peraltro che il gruppo Falck nei giorni scorsi avrebbe offerto la propria disponibilità a coprire i debiti della società.

Non si è fatta attendere la replica dell’assessore regionale Gaetano Armao: “Apprendo da notizie di stampa di un’indagine in seno alla quale sarei persona indagata del reato di concorso in bancarotta fraudolenta per aver svolto in passato la sola attività di legale in favore della Pea spa. Sorprende innanzitutto che l’informazione sia divulgata a mezzo stampa, prim’ancora di ricevere alcuna comunicazione al riguardo dall’autorità giudiziaria procedente. Per tale ragione ho già conferito incarico al legale di fiducia, avvocato Rizzuti, perché denunzi la violazione del segreto istruttorio avvenuta, si ha motivo di ritenere, col preciso fine di ledere la mia immagine quale componente del governo regionale. Allo stesso legale – aggiunge Armao – ho conferito incarico perché possa intraprendere ogni utile iniziativa volta a chiarire la questione che, per il vero, attiene all’attivita di assistenza legale che ho svolto in passato in codifesa con numerosi ed autorevoli legali di fama nazionale in favore della citata società. Ogni attività legale in questo caso, protrattasi per anni ed in molti ricorsi in più gradi di giudizio sino in Corte costituzionale, come i relativi compensi si sono definiti prima dell’assunzione della responsabilità di Governo e con essa non hanno attinenza alcuna. Divenuto assessore – conclude Armao – ho rinunciato a decine di incarichi professionali, rimettendoci in prima persona (come sanno tutti) per lavorare per la mia terra a tempo pieno”.


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