Politica e Paraculi: quando Giuseppe Berretta “annunciò” dal giornale di Ciancio…la sua “scelta di vita” per Catania!


Pubblicato il 03 Maggio 2013

Memoria storica, che dannazione. Ecco cosa accadeva solo due anni fa….Quando si dice: basta vedere come inizia una cosa per capire come va a finire…—————————————————————————————————————————————————-Al voto al voto: Il candidato è giusto4 luglio 2011, 8:36 http://www.ienesiciliane.it/politica/2406-al-voto-al-voto-il-candidato-e-giusto.html

Giuseppe Berretta (Pd) intervistato da “La Sicilia”: e sono “musiche e miele” per i Poteri Forti. Tutto pronto per il “dopo Stancanelli”? A Catania si va a votare! Ai catanesi sotto l’ombrellone l’ha detto Mario Ciancio.Non c’è stata alcuna crisi, alcuna convulsione o simili a Palazzo degli Elefanti, ma “La Sicilia” di ieri mattina, ha dato il via, pardon il segnale: Giuseppe Berretta candidato sindaco. Per chi? Domanda ardua, ma dovrebbe essere il centro-sinistra, il Pd (ma non ci sono anche altri partiti?): allargato? Uniforme? Solitario? In alleanza? Con chi? E come? Larghe intese o fiducia senza maggioranza?

Insomma, per adesso c’è l’annuncio. Poi si vedrà. Ma come si è arrivati alla “candidatura”? Berretta, 40 anni, avvocato, dottore di ricerca, ricercatore universitario, figlio del compianto prof. Paolo, anche lui avvocato e docente all’università (ma fra le due carriere non c’è alcun collegamento), spiega a Tony Zermo, “penna principe” de “La Sicilia” di Mario Ciancio, che gli è stato chiesto di proporsi e lui lo ha fatto. Ma chi glielo ha chiesto? Non si capisce.

Comunque, si faranno le “primarie”: per decidere cosa? Lo vedremo, insomma verificheremo se le “primarie” serviranno per individuare candidati o per “votare” candidati già planati, da dove non si sa.

Comunque, questa intervista è davvero un pezzo da incorniciare. Per capire come vanno le cose -da decenni- a Catania. E cosa è il Potere, a cominciare da Mario Ciancio. Un imprenditore-editore-direttore, ma soprattutto il “garante dei garanti” della “città degli amici”, di Catania, insomma, dove le differenzazioni (politiche, culturali), quelle vere, sono sempre meglio da evitare, non fosse altro perché altrimenti si diventa subito “pazzi” o “inaffidabili”. E il “circolo degli amici” boccia, mette “dietro la lavagna”.

Ma insomma, ‘st’intervista che dice? Che è tramontata l’epoca di quando “il cuore di Catania” batteva a destra (davvero?): insomma, il solito refran antiberlusconiano e antileghista. Facile. Su come Catania sia stata “consegnata” dal centro-sinistra al centro-destra nessuna considerazione. Su come il fenomeno personalistico e mediatico chiamato Enzo Bianco abbia creato le premesse per le vittorie travolgenti del centro-destra nei primi anni duemila, niente….nessuna critica.

Critica, però, Lombardo il neo”candidato” a sindaco: insomma, il Governatore “…dice che con il Pdl non si può governare e appoggia il nostro partito, però mantiene in vita il sindaco Stancanelli…” Dal Pd, insomma, un invito a Lombardo: “faccia scelte chiare”. Da quale pulpito. Che dire? Sarebbe bello, per tutti, la chiarezza, per Lombardo come per il Pd e anche per il Pdl, ma poi non si chiede troppo a questa “classe dirigente”?

 

Comunque, a leggere questa intervista si scopre c’è un allarme (in realtà l'”allarme” dura da oltre vent’anni) e si chiama occupazione. Berretta critica Comune e Provincia. Latitano, sono silenti questi due enti. Mentre la crisi investe le imprese. “Sul piano sociale -chiosa Berretta- ci vuole un ricambio generazionale anche appoggiandosi alla nostra Università, che è un serbatoio di giovani qualificati. Oltre a questo c’è bisogno di scelte radicali”. Da chi? Dal Pd? Insomma. Certo poi che fin quando il “ricambio generazionale” è rappresentato da Giuseppe Berretta da una parte e da Salvo Pogliese dell’altra (due espressioni della città delle professioni e della politica, due figli d’arte) c’è poco da “ricambiare”. Per non parlare dell’Ateneo di Recca, che non si capisce cosa debba innovare. Ma il “capolavoro” di questa intervista è da lì a venire.

La “penna di punta” de “La Sicilia” gli fa la “domanda” giusta: insomma, ci vuole concretezza, da dove si parte? Prg, grandi progetti come il Pua alla Playa e Corso dei Martiri. Tombola! Si merita la prima pagina de “La Sicilia” di Mario Ciancio, sincero difensore (non per interessi, si capisce) sia del Pua della Playa e del “nuovo” Corso dei Martiri, il “risanamento” del vecchio San Berillo.

Ma a chi affidare i progetti? “Ora che sono state abolite le commissioni edilizie -spiega Berretta- si dovrebbero affidare i progetti ai professori della nostra Università. Lo strumento potrebbe essere il concorso di idee”. Miele per baronati assortiti. Insomma, un vero “innovatore”, Berretta. Il “circolo degli amici” l’ha già “promosso”.

 


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