Politica: Europa domani


Pubblicato il 02 Aprile 2017

Basta che non si intoni il “Se prima eravamo sei a cantare mapin mapon / adesso siamo in  ventisette a cantare mapin mapon autorefernziale

Carlo Majorana Gravina

L’Unione Politica Europea scaturì da speranze, intuizioni,  emozioni. Fu un’idea avvincente, convincente, luminosa. Poi, assieme al decadimento della classe dirigente e politica, arrivarono burosauri e furbi: la luce fu spenta. La celebrazione del 60° dei Trattati di Roma è avvenuta al buio, a luci spente. Francesco, il Papa venuto dalla fine del mondo, ha ben focalizzato la situazione sollecitando le delegazioni, riunite in Vaticano, a mettere al centro dell’Unione l’uomo, non le regole.

In principio (CEE) furono in sei: Belgio, Francia, Germania Est, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi. Poi si aggiunsero Danimarca, Irlanda e Regno Unito; quindi Grecia, Portogallo e Spagna.

Il cammino era accidentato: la parziale cessione di sovranità da parte di nazioni ricche di storia avrebbe certamente scatenato perplessità, rivendicazioni, risentimenti popolari.

La recente lectio magistralis dello storico britannico Donald Sassoon, all’Académie Royale de Belgique, focalizza la lunga demoralizzante “fase due” sulla Brexit, definendola la débacle, ma la recente scelta referendaria del Regno Unito è un ulteriore scivolamento sul crinale del rifiuto del trattato costituzionale da parte di Francia e Olanda (due Stati fondatori!) del 2005. Brexit è indubitabilmente peggio: porterà annosi complessi problemi; ma bisognava intuire prima che qualcosa non andava; che si stavano soffocando speranza ed emozione; che l’Unione era distante dal sentimento  popolare. In questo lungo periodo è andata scemando la tensione ideale e morale che vibrò nel discorso pronunciato da Robert Schumann nel 1950, peraltro vanificato da Charles de Gaulle col rifiuto del trattato di difesa comune del 1954.

In uno dei miei esordi giornalistici, scandalizzato dall’utilizzo della visita di stato in Canada per fomentare il separatismo in Quebec, chiosavo “de Gaulle personaggio storico, non politico”.

Sassoon spiega, peraltro, che Spagna e Portogallo sopraggiunsero al mutare dei rispettivi regimi politici, mentre Regno Unito e tutti i suoi seguaci aderirono per un calcolo di convenienza, notandone i costanti sabotaggi: rifiutati moneta e difesa unica, l’Europa non poteva crescere sul piano diplomatico e sullo scacchiere internazionale. Convenire su una nuova fase costituente dopo la recente riunione di Roma è realismo politico, ma il percorso non si fa con gli auspici e le prese di posizione: è una faccenda del massimo interesse, ma estremamente complessa.

Oggi si può e deve cogliere un’occasione straordinaria per Europa e Pianeta: “il sogno di Pietro il Grande”. Non è una passeggiata, ma squilibri e pericolosità internazionali attuali, politiche e criminali, impongono di tentare. È questa la prospettiva che mi induce a valutare positivamente Roma 25 marzo 2017.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

2 min

Sport e correttezza alimentare: questo il binomio al centro dell’iniziativa del Mercato Agro Alimentare Siciliano, presentato il 12 maggio nella sala convegni della grande struttura catanese L’incontro con i giornalisti è servito per presentare la seconda edizione di “Primavera dello Sport – Giornata dello Sport e del Benessere Alimentare”. Con gli operatori dell’informazione hanno preso […]

1 min

Prosegue la stagione della Sala Futura del Teatro Stabile di Catania con “Bar sotto il mare”, tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Benni, in scena dal 14 al 17 maggio 2026. Uno spettacolo surreale, poetico e visionario diretto da Emilio Russo, che firma anche l’adattamento teatrale di uno dei testi più amati dello scrittore bolognese, recentemente […]

2 min

Prenderà il via giovedì 14 maggio, alle ore 11, al Palazzo della Cultura di Catania‘Il Sacro ritorno all’Essenza. Arte e spiritualità dai percorsi di Franco Battiato’, progetto ideato e promosso dal Centro Studi di Gravità Permanente e riconosciuto dal Ministero della Cultura Italiana come Progetto Speciale 2026. La manifestazione, dedicata alla dimensione spirituale, artistica e culturale dell’opera di […]

2 min

PIAZZA ARMERINA – Un evento di respiro internazionale nel cuore di uno dei siti più rappresentativi del patrimonio UNESCO siciliano. Tra i protagonisti dell’“Olga Bianchi Fashion Show”, andato in scena a Piazza Armerina, anche la fashion designer catanese Rosa Platania, che ha presentato le sue creazioni all’interno dell’esclusivo format ideato da Olga Bianchi. La manifestazione, ospitata tra la Villa Romana […]