Politica Sicula, Crocetta-Fiumefreddo, ovvero una fantastica coppia…”si rompe”. Perchè la coerenza viene prima di tutto, malgrado la politica trasformistica


Pubblicato il 19 Novembre 2015

di pitrella & benanti… i marco supporter di Fiumedreddo  

Concordiamo con te caro Antonio, 

“La democrazia non può trasformarsi in accanimento”, parole tue, sante & benedette, sono. Comincia così la tua intervista rilasciata a Live Sicilia titolata “Fiumefreddo molla Crocetta, un governo senza futuro” dove finalmente – da pioniere quale sei – sei il primo del “cerchio magico” (copyright i detrattori) ad ammettere che “è finito tutto”… è finito il grande sogno di Rosario Crocetta.

Se non vedo non credo, potrebbero pensare i soliti  San Tommaso e invece è così… sei tu il primo a prenderne atto. Basta fermarsi un attimo a “leggerti” e si percepisce il rammarico nell’essere stati usati dal (speriamo presto ex) Presidente della Regione; “Crocetta ha usato il mio nome per alzare il tiro con gli alleati […]”. E’ vero, basti pensare a quell’eterno tira e molla alla tua nomina ad assessore e subito partiva nei tuoi confronti la macchina del fango – del resto lo stesso PiGi Di Rosa in una lettera ha egregiamente consegnato alla storia la verità che i tuoi nemici hanno coperto col velo dell’omertà. Ma come si dice molti nemici, tanto onore.

 Siamo convinti che se tu, caro Antonio, e PiGi foste con noi mentre scriviamo tra un sorriso di compiacimento e una pacca sulla spalla ci suggerireste, in risposta a chi vi vuole male, che “preferiamo da uomini essere criticati per le nostre scelte piuttosto che – ci sembra di sentirlo PiGi che aggiunge “che essere utili idioti di qualcuno”.

E dopo che dire? Che magari come una frustata (o come una carezza?) sarebbe risuonata quel tuo “ritengo che si sia abusato dei riferimenti alla mafia, all’antimafia e alla legalità”. Credo che Lumia la pensi esattamente come te/come noi.

Il pensiero sarebbe volato poi verso i deputati; “l’unico elemento a tenere tutto in piedi è la necessità dei parlamentari di non perdere la propria poltrona.”- tua grande intuizione è questa.

Ma di che ci illudiamo Antonio, questa è  la Sicilia dei gattopardi. E bene hai fatto a puntare il dito contro i trasformisti –i neo assessori e non solo – pronti a salire sul carro del vincitore; “dopo un bel passaggio in lavatrice – complimenti per la metafora! – sono tornati buoni pur di andare avanti”. Che pochezza e ingordigia ha l’animo dei personaggi buoni per tutte le stagioni. C’è di tutto, ormai, nell’entourage di Crocetta; da ex cuffariani a ex lombardiani e, ne siamo convinti, se cerchiamo bene troveremmo magari pure qualche ex legato alla buon anima di Scapagnini. Ma guarda un po’, se accadesse!  Non è un caso, quindi, che la tua intervista si concluda con “se si celebrasse un processo puramente politico, Crocetta subirebbe la stessa condanna dei tuoi predecessori.”

Per governare, hai evidenziato, “Servono dodici persone perbene attorno a un progetto serio”. Riprendiamo, allora, l’esperienza di “Evviva Catania” – che è a tutt’ora ferma al ballottaggio – allargando al resto dell’Isola. Le intelligenze ci sono.

Il tessuto valoriale, è vero, si esprime “attraverso gesti anche banali”. Hai rimproverato a Crocetta di essersi recato in Tunisia affermando che “se una famiglia è in crisi, non va a fare un viaggio”. Come darti torto… siamo convinti infatti che sarai tu il primo a lasciare – per questioni di coerenza – il posto, pardon l’incarico di Presidente di Riscossione Sicilia per lavorare al cambiamento della Sicilia e dei siciliani soprattutto.   Quindi, Antonio non ti fermare: vai dritto, come dicono gli spagnoli? Ah, hombre vertical! 


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