Politica sicula, soldi per i giovani per pagare risarcimenti agli enti di formazione: l’associazione “Codici” annuncia esposto in Procura


Pubblicato il 06 Gennaio 2016

ecco la nota del sodalizio:

Zammataro: L’associazione dei Consumatori CODICI dopo lo scandalo del click – day aveva presentato un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica di Palermo, preannunciando che si sarebbe costituita parte civile nell’eventuale processo. Dopo quanto accaduto, ci recheremo nuovamente in Procura e stiamo valutando di impugnare la delibera di Giunta al Tar.

“La scelta compiuta dalla Regione Siciliana di utilizzare i soldi destinati ai giovani siciliani per pagare i risarcimenti nei confronti degli Enti di formazione regionale, che ammonterebbero a circa 310 milioni di euro, frutto della totale incapacità amministrativa dalla Regione Siciliana, e che ha portato la stessa ad essere più volte smentita dal TAR e dal CGA, non è altro che l’ultimo atto di quel Piano Giovani che sulla carta avrebbe dovuto offrire un’opportunità di formazione professionale ai ragazzi residenti nell’Isola, e che invece si è rivelato fin dalle prime battute una vera e propria truffa ai danni dei giovani siciliani. Per tale ragione, stiamo valutando di impugnare al TAR tale folle delibera di Giunta”.  Lo afferma in una nota l’avvocato Manfredi Zammataro, Segretario Regionale dell’Associazione Nazionale dei Consumatori CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino.

“Come Associazione CODICI – prosegue Zammataro-  siamo intervenuti più volte a difesa dei partecipanti del Piano Giovani, depositando subito dopo il flop del click – day, un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica di Palermo per chiedere ai magistrati di fare luce su eventuali responsabilità penali e inviando una missiva con la quale abbiamo diffidato formalmente la Regione Siciliana a pubblicare immediatamente un nuovo bando e a sbloccare una volta per tutte il Piano Giovani. Nei prossimi giorni – conclude Zammataro- ci recheremo in Procura per inviare una nuova denuncia, ribadendo che nel caso emergessero responsabilità penali ci costituiremo parte civile per chiedere il risarcimento del danno in nome e per conto dei giovani beffati”.”


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