Politica&Referendum: anche a Catania costituito il comitato “Scelgo No”


Pubblicato il 15 Ottobre 2016

Si costituisce anche a Catania il comitato “Scelgo NO”, riferibile nazionalemte al prof. Guido Calvi. Presidente è l’avv. Franco Faro.

Referente locale e Coordinatore è il dott. Marcello Tringali (componente dell’Assemblea regionale del PD siciliano e del direttivo provinciale del PD catanese; ha partecipato e preso (tra i pochi) la parola alla prima Leopolda, quella di Renzi e Civati, del 2010).

 COMUNICATO STAMPA

Si è costituito a Catania il Comitato referendario “Scelgo NO”, aderente al comitato nazionale presieduto dal prof. Guido Calvi, il cui Presidente è l’avv. Franco Faro e il Referente locale e Coordinatore è il dott. Marcello Tringali.

Gli altri componenti sono: Carmelo Calvagna (medico), dott. Renato La Manna (funzionario giustizia), Carmelo Romeo (dip. pubblico), dott.ssa Monica Castro (dip. pubblico), Ivan Dugo (dip. pubblico), dott.ssa Angelica Faro, Andrea Musumeci (medico), Salvo Nardo (medico), Gaetano Angemi (medico), Simona Calì Cucuzza (fotografa), Paolo Costa (ingegnere), Cristina Piana (insegnante), Antonella Inserra (insegnante), Giuseppe Castelli (dip. pubblico), Filippa Di Marzo (avvocato), Antonietta D’Angelo (pensionata).

 Le ragioni che hanno portato alla costituzione di detto Comitato si basano su una netta contestazione di metodo e di merito alla riforma costituzionale voluta dal premier Renzi.

Rispetto al metodo perché riteniamo (come lo ritennero nel 2006 anche gli attuali promotori) che tale tipo di riforme, i cui effetti dureranno per molti anni a venire e che saranno il pilastro fondante del nostro sistema democratico, debbano essere
approvate non a maggioranza semplice ma coinvolgendo il maggior numero possibile delle forze politiche e sociali.

Quanto al merito perché appare chiaro che la predetta riforma costituzionale unita anche alla attuale legge elettorale (il c.d. Italicum) comporta un evidente accentramento del potere nelle mani di quel partito che pur rappresentando una parte minoritaria del paese potrà controllare non solo il Parlamento, ma anche gli altri organi costituzionali (Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale e CSM), senza che ciò realizzi né una concreta semplificazione legislativa ed amministrativa, né un evidente risparmio economico.

Tale Comitato, nell’ambito della propria attività, organizzerà degli incontri e delle iniziative volte a programmare diverse iniziative pubbliche che si svolgeranno sul territorio, con la partecipazione di giuristi, personalità della politica e del sociale, per discutere con i cittadini ed esporre la ragioni del NO a questa riforma costituzionale.

 


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