Politica&Referendum, Giovanni La Via commenta: “ripartire da qui per un’Europa che possa dirsi unita”. E sui grillini Europarlamento: “incoerenti se ancora nel gruppo con Farage”


Pubblicato il 25 Giugno 2016

“Il referendum ha segnato una battuta d’arresto che non può restare inascoltata”. Così Giovanni La Via commenta l’esito del referendum che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue.
“I cittadini del Regno Unito hanno scelto di abbandonare il progetto dell’Unione europea. Il dispiacere per questo voto deve però lasciare spazio alla determinazione per lavorare ancora di più per cambiare l’Europa”, dice La Via, e aggiunge, “Rispettiamo il voto dei cittadini inglesi, ma non ci arrendiamo. Adesso dovremo valutare le conseguenze di questa scelta, e la plenaria straordinaria convocata per il prossimo martedì a Bruxelles sarà il luogo deputato al confronto e all’analisi per le prospettive future dell’Europa. Quanto successo deve unirci ancora di più, nello sforzo verso una vera Unione dei popoli e non monetaria o fiscale!”. 
Quindi un riferimento ai grillini. “i Deputati del Movimento 5 stelle in Europa, come possano pensare di sedere ancora nello stesso gruppo politico di Nigel Farage, l’alfiere della campagna per la Brexit, sebbene Grillo abbia più volte sottolineato l’importanza di restare in Europa?” si chiede. E ancora: “Come possono essere credibili, se lavorano insieme all’Ukip, pur avendo idee così diverse su principi fondamentali come la permanenza o meno nell’Unione”?

Secondo il deputato del Ppe, “Sarebbe più coerente collaborare con chi condivide le stesse idee e gli stessi valori o quantomeno, per giungere a fini comuni per il bene della collettività. Nel caso della collaborazione con il gruppo di Farage, che oggi ha fieramente celebrato “l’Indipendence Day”, questi elementi sono del tutto assenti”, commenta, per concludere: “Si potrebbe dire, a voler pensare male, che la scelta sia stata fatta solo per far parte di un gruppo politico e beneficiare quindi dei contributi previsti per le attività politiche e dei vantaggi – indubbi – rispetto alla mera adesione ai cd. non iscritti, equivalente del nostro gruppo misto”.


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