Sanità, Palermo: primo trapianto di fegato su paziente Covid


Pubblicato il 09 Dicembre 2020

In Sicilia è stato eseguito in Sicilia il primo trapianto di fegato su una paziente già affetta da Coronavirus che ha ricevuto l’organo prelevato da un donatore Covid-19 positivo. L’intervento è stato effettuato all’Ismett di Palermo ed è stato condotto con collaborazione attiva di tante aziende del Sistema sanitario siciliano, a partire dal Centro regionale trapianti e dall’equipe dell’ospedale San Marco di Catania, dove è stato eseguito il prelievo dell’organo. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha espresso soddisfazione per un intervento unico definendolo “un evento di rilievo etico e scientifico, che fa onore alla Sicilia”.
    L’intervento rientra nell’ambito del protocollo stilato dal Centro nazionale trapianti (Cnt) che è stato  recepito anche dalla Sicilia e che consente di effettuare trapianti di organi salvavita provenienti da donatori deceduti positivi al Covid. I pazienti devono essere in gravi condizioni cliniche secondo il team medico responsabile del trapianto ,e, quindi , ci possa essere il rischio di morte o di evoluzione di gravi patologie connesso al mantenimento in lista di attesa. La Sicilia insieme al Piemonte è la prima regione d’Italia ad avere recepito il Protocollo del Cnt. “A essere sottoposta a trapianto – osserva  il professore Salvatore Gruttadauria, direttore del dipartimento per la cura e lo studio delle patologie e dei trapianti addominali di Ismett – è stata una giovane paziente affetta da tumore primitivo del fegato, positiva al Coronavirus. La donna si era negativizzata e dopo 28 giorni dalla guarigione dell’infezione era stata riattivata in lista d’attesa per il trapianto di fegato”.
La paziente adesso sta bene e in buone condizioni ed è stata dimessa ieri dopo essere risultata negativa al Covid 19 ai controlli post-trapianto stabiliti dal Protocollo. “Poter accettare, a determinate condizioni, anche le donazioni di organi da pazienti deceduti con il Covid – afferma Massimo Cardillo, direttore del Centro nazionale trapianti – è un’opportunità molto importante, specialmente in un momento come questo in cui l’attività di prelievo e trapianto risente della forte pressione della pandemia sull’intero sistema sanitario. In questi giorni abbiamo effettuato cinque trapianti di questo tipo, stiamo monitorando tutti i decorsi e al momento non abbiamo riscontrato nessun caso di reinfezione”. L’importanza scientifica di questo evento è di grande importanza e apre la nuova prospettiva di utilizzare organi prelevati da donatori Covid positivi per pazienti selezionati in lista d’attesa. “Il mio primo pensiero e ringraziamento va alla famiglia della donatrice per la grande generosità – dichiara Giorgio Battaglia, coordinatore del Centro regionale trapianti – e poi alla grande competenza tecnica dei professionisti della Rete trapiantologica, a partire dal personale del Crt Sicilia”.
Rosario Sorace.

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