Sicilia. Le spese elettorali del candidato di Pd e Udc: Crocetta non fare il “crocettiano”!


Pubblicato il 31 Agosto 2012

Il candidato del Pd “incoronato” da Lupo e company si lascia andare a dichiarazioni contro la stampa. Recita la parte della “vittima”, sembra di sentire Berlusconi. Ma non risponde alle nostre domande…

di Massimo Malerba

Caro Crocetta,leggo con sgomento le dichiarazioni che hai rilasciato a margine della direzione nazionale del tuo partito a proposito del mio articolo sulle tue pazze spese elettorali. Dici testualmente: ” è chiaro che se uno racconta in giro che una pagina su un quotidiano nazionale costa 80mila euro, quando invece ne costa cinquemila, è normale che la gente pensi male…”

Ora, che la pagina su “La Sicilia” costi 80.000 euro non me lo sono inventato io ma è riportato sul tariffario della publikompass che qualsiasi cittadino può andare agevolmente a consultare. Se poi tu, con il monopolista Mario Ciancio, hai rapporti talmente buoni da ottenere uno sconto del 95% è un altro discorso, non meno preoccupante, direi, considerato il personaggio in questione. In ogni caso, come è facile dimostrare, di pagine ne hai comprate diverse, su quel quotidiano e anche su altri e dunque sempre di una barca di soldi stiamo parlando.

Rimane dunque il quesito: chi ti finanzia? Dove prendi i soldi? Quanto hai speso fino ad oggi per la tua campagna elettorale? A questa domanda hai dato una risposta tra l’evasivo e lo sconcertante, direi crocettiana. Hai detto testualmente: “Il finanziamento alla mia campagna elettorale è assolutamente trasparente. C’è un conto corrente dove i privati possono versare i propri contributi. Ne ricevo tanti anche da cento euro, e sono quelli che mi fanno più piacere. Poi, ovviamente, una parte la mette il mio partito, il Pd.” Bene se il tuo bilancio è trasparente dicci dove possiamo andare a consultarlo posto che risulterebbe alquanto inopportuno che i contributi volontari di cui parli (ma di cui non v’è traccia) vengano trasferiti dalle tasche dei cittadini che ti sostengono, magari privandosi di qualche risparmio, a quelle di Ciancio.

Peggio ancora se, come tu stesso sostieni, a finanziare questi eccessi fosse stato il tuo partito. Sì perché non avrebbe potuto farlo, senza violare lo Statuto e le più elementari regole di contabilità, essendo stata votata solo oggi la tua candidatura. Soprattutto perché, i soldi del tuo partito, sono pubblici laddove rientrino nella disciplina dei rimborsi elettorali. E dunque, domanda: chi avrebbe, eventualmente, deliberato queste spese? Quale organismo del tuo partito avrebbe deliberato l’acquisto di spazi pubblicitari sui giornali in tutti i mesi che precedono il voto della direzione regionale sulla tua candidatura?


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