Trasporti…e spot, Confcommercio Catania: che succede a Fontanarossa? Ecco le domande


Pubblicato il 14 Aprile 2015

Gli interrogativi che Confcommercio Catania si pone sull’aeroporto non sono altro che i chiarimenti che gli imprenditori chiedono alla loro associazione di riferimento. D’altra parte la Confcommercio rappresenta le aziende e proprio alcune di esse si ritrovano a dover fare i conti con lungaggini burocratiche e percorsi talmente  tortuosi per l’assegnazione di licenze commerciali all’interno dello scalo etneo o la partecipazione a bandi di gara per le manutenzioni tecniche, da far apparire tutto poco chiaro. E allora da questo parte Confcommercio Catania, da una richiesta di chiarezza in certe pratiche, nessuna polemica, non si cercano colpevoli ma solo cosa non sta funzionando a dovere.

Sotto la lente di ingrandimento di Confcommercio finiscono le tante botteghe chiuse o non assegnate all’interno dello scalo, nonostante alcuni imprenditori, in certi casi, si siano aggiudicati la gara.

“Rappresentando le aziende – ha detto Pietro Agen, vice presidente nazionale di Confcommercio – ci facciamo portavoce dei nostri imprenditori per capire come funziona l’assegnazione delle licenze. Vorremmo conoscere la situazione delle sub concessioni, chi ha in affidamento i negozi, se sono state fatte le gare e chi le ha vinte. Vorremmo sapere se ci sono in corso contenziosi e quanti sono. Neanche la Camera di Commercio sa dare risposte in merito, e sapete perché? Perché ha un commissario che non ha delega all’aeroporto, quindi non ha titolo ad interessarsi di vicende aeroportuali. Da un anno circa, Confcommercio attende risposte in merito dalla SAC”.

Sempre a proposito di spazi commerciali, Confcommercio non condivide l’impiego di 2 milioni e 800 mila euro per la ristrutturazione del capannone accanto alla vecchia Morandi, da destinare a esposizione e vendita di prodotti tipici locali in occasione dell’Expo 2015.

“Enac Catania aveva respinto la domanda di ristrutturazione –, spiega Agen – acconsentita poi da Enac Roma solo perché per un uso provvisorio, i sei mesi dell’Expo. E che senso ha, ci chiediamo, spendere tanti soldi per una struttura che sarà utilizzata per un periodo così breve? Una pseudo esposizione collegata all’Expo che non convince”.

Dagli spazi commerciali alla manutenzione tecnica dell’aeroporto, come mai questi servizi vengono affidati con gare di durata risibile, si chiede ancora Confcommercio.

“Bandire gare di durata brevissima, cinque o sei mesi, mantenendo gli importi sotto i 100 mila euro, fa pensare male, meglio ricorrere a gare di evidenza pubblica. Un sistema – denuncia ancora Agen – che non mette tutte le aziende nelle condizioni di partecipare e impedisce la libertà di mercato”.

E veniamo agli incarichi, necessario secondo i vertici di Confcommercio fare chiarezza su alcuni pensionati richiamati a rivestire ruoli di responsabilità all’interno dello scalo, in barba alla spending review sostenuta dal Governo Renzi. 

 


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