Catania che mente, cos’erano il Msi e i suoi galantuomini di Palazzo? Ecco cosa scriveva Pippo Fava


Pubblicato il 07 Dicembre 2024

a cura di Marco Benanti.

Proponiamo l’articolo “Catania fa paura” di Pippo Fava, estratto da “I Siciliani” libro che raccoglie inchieste, articoli e altri interventi dello scrittore e giornalista ucciso dalla mafia nel 1984.

Così viene descritta Catania (da pag 290 a pag 295)….trovate le differenze con quanto accade oggi (2024).

Leggete come parte della città (“perbene”) voleva le “maniere forti”: il “blocco d’ordine”. Quello dei galantuomini di Palazzo e dei loro schemi borghesi. Quella della destra borghese.

“’…C’ è una cosa folle. Pagano tutti, sempre. Cioè l’anima rapace, ricca, fortunata, potente paga ogni giorno il suo prezzo vile all’anima miserabile infelice e violenta. Ogni tanto uno scossone, un muggito di collera, e centomila voti ai fascisti per significare che vorrebbero un poliziotto ad ogni angolo di strada, e leggi che consentano di picchiare a sangue lo scippatore catturato in flagrante, ed altre che prevedano la fucilazione per l’assassinio.

Mai è passato una sola volta per la testa che la maniera sarebbe di togliere i miserabili dalla miseria, gli infelici dall’infelicità, i violenti dalla violenza, di dare la casa, la scuola, la palestra, l’ospedale, l’acqua, la capacità e quindi anche l’occasione di un lavoro moderno…”


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