Consumatori e voto, referendum, il Codacons annuncia: il testo del quesito finisce al Tar Lazio e in Cassazione


Pubblicato il 26 Settembre 2016

TANASI (CODACONS): FORMULAZIONE DEL QUESITO REFERENDARIO INDUCE IN ERRORE I CITTADINI E VA CONTRO LA LEGGE. TESTO VA MODIFICATO 

 IL CODACONS NON SI SCHIERA NÉ PER IL “SI” NÉ PER IL “NO”

 

Il testo del referendum costituzionale finisce al Tar del Lazio e in Cassazione. Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons annuncia infatti oggi la preparazione di un ricorso agli organi di giustizia per ottenere la modifica urgente del quesito referendario che, allo stato attuale, appare ingannevole e rischia di indurre in errore i cittadini al momento del voto.

Il CODACONS precisa di non schierarsi né per il “si”, né per il “no” al referendum, ma di intervenire solo perché sia assicurata totale e piena consapevolezza ai cittadini che intendano votare in un senso o nell’altro. 

“La Cassazione, come noto, ha ammesso il testo del quesito, ma la formulazione della domanda posta agli elettori potrebbe violare l’art. 16 della legge n. 352. del 1970, secondo cui, in caso di referendum costituzionale, è necessario indicare gli articoli interessati e specificare i contenuti degli stessi – spiega Tanasi – La costruzione della domanda oggetto del prossimo referendum non solo non risponde a tali criteri, ma induce in errore i cittadini, poiché mira a sbilanciare la risposta verso il “si”, utilizzando formule quali “la riduzione del numero dei parlamentari”, “il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni”, “la soppressione del Cnel”. Pur trattandosi del titolo della riforma Boschi, si tratta di domande alle quali chiunque, in assenza di ulteriori specifiche, risponderebbe “si”, ma che non sono sufficienti a far comprendere agli elettori il senso stesso della riforma”.

In sostanza per il Codacons il quesito referendario, legato solo al titolo della legge Boschi, non è atto a rappresentare il contenuto delle norme che si vogliono modificare o conservare, e non garantisce trasparenza né ai cittadini che intendano votare “si”, né a quelli propensi per il “no”.

Proprio nell’interesse dei cittadini a votare senza alcun dirottamento formale, il Codacons ha deciso di impugnare al Tar del Lazio il provvedimento che fisserà la data del referendum contenente il quesito ingannevole, e di chiedere in Cassazione la revocazione della decisione con cui l’Ufficio centrale per il referendum ha ammesso il testo del quesito, al fine di ottenere una modifica urgente di quest’ultimo.

 


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

1 min

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alle domande del pubblico  – a Taormina – sulla vicenda dell’aeroporto di Catania, si è detto favorevole alla privatizzazione di tutti e quattro gli scali siciliani, non solo quello catanese e comisano. “Io credo che la strada sia questa: mi auguro che la Sicilia […]

1 min

di iena Marco Benanti Con preghiera di diffusione ad Anthony Barbagallo e a chiunque voglia interrompere questo monopolio della comunicazione.La risposta di esponenti del centrodestra e di chi amministra l’aeroporto alla crisi aeroportuale sembra costruita su una linea molto precisa: rivendicare quanto fatto e attribuire alle compagnie aeree la responsabilità delle conseguenze.È una scelta comunicativamente efficace, […]

2 min

comunicato stampa sindacale “Ci avviamo verso un autunno particolarmente delicato. Tante vertenze, tanti problemi da affrontare per la città di Catania. Pure l’Etna mette a dura prova le già fragili infrastrutture”, dichiara Giovanni Musumeci, segretario territoriale della UGL di Catania. “Pensiamo alla vertenza Pfizer, una delle nostre maggiori preoccupazioni. Non è in gioco soltanto il […]