“Contromano”, Gianni Coppola su Salvo Pogliese: “tutti a scriverne contro…e, invece, io…”


Pubblicato il 06 Dicembre 2021

Tutti a scrivere contro Salvo Pogliese, o meglio sindaco “ Pugliese”, tutti a dire il male possibile, come a praticare un nuovo sport popolare, che non esige strutture particolari o abilità specifiche, ma solo una ben indirizzata caccia al “ capro espiatorio” di cui i catanesi sono molto pratici e appassionati.

Se fossi un alieno, ad esempio, penserei che questo sindaco Pugliese abbia ereditato una città florida, civile e funzionante, dai servizi efficienti, senza alcun debito gravoso, invece di una città ridotta a cenere e lacrime, con miliardi e miliardi di debiti, con la mannaia del dissesto sulla testa, con il fallimento prossimo assicurato, che si sarebbe tradotto nel lasciare 5000 famiglie senza alcun reddito( mi pare che sia questo il numero dei dipendenti comunali che non avrebbero più percepito lo stipendio), di disattivare il servizio dei trasporti pubblici per mancanza di fondi, di chiudere alcune partecipate, di abbandonare al loro destino( che sarebbe stato di lacrime e sangue per le famiglie) le scuole pubbliche di far rimanere la città al buio, come quello a cui l’aveva destinata l’amministrazione precedente, quella “ illuminata( non è una battuta, lo giuro) e progressista.
Persino se fossi un alieno capirei come siamo stati vicini alle barricate, alle rivolte sociali, alla disperazione, che come una macchia d’olio si sarebbe allargata fino a coinvolgere tutti, nessuno escluso. Eppure…
Se fossi un alieno penserei che il problema e l’emergenza rifiuti di Catania, il suo essere ammorbata dalla puzza permanente, il suo essere sottomessa dalla monnezza e alla monnezza, fosse solo colpa di questo sindaco Pugliese, ignorando che problema ed emergenza siano figli di una chiusura e di un contratto di appalto; la chiusura della discarica di Lentini della Sicula Trasporti, società finita sotto sequestro e pertanto commissariata da tre amministratori giudiziari nominati dal tribunale, i quali con una asciutta missiva hanno comunicato a parecchi comuni( comune di Catania in testa) dell’hinterland etneo di non poter accogliere più di 600 tonnellate di rifiuti al giorno, quando solo la città di Catania ne produce 500 al dì.( confido nella conoscenza della matematica degli alieni); il contratto di appalto per i servizi di smaltimento rifiuti stipulato nel 2016 e ereditato dalla giunta Pogliese che prevedeva il porta a porta solo per 40 mila famiglie, lasciando alle oltre 200 mila famiglie il sistema dei cassonetti, fallimentare, incivile, pericoloso e inutile.
Eppure…
Se fossi un alieno penserei che Pugliese abbia puntato a fare il sindaco per ambizione, per potere e per soldi, ignorando che in realtà ha lasciato proprio tutto questo per infilarsi nel ginepraio venefico di Catania, in quella prigione di disastri e problemi dentro la quale l’ha reclusa la precedente amministrazione.
Non so se in terra aliena contano i fatti, ma da noi contano e i fatti dicono che ci sono indagini della magistratura, rinvii a giudizio, processi da fare, a carico della precedente amministrazione e non solo per la “voragine” al bilancio, ma anche per altre faccende, come quella afferente “ all’Università bandita”.
L’alieno non potrebbe mai pensare che il sindaco Pugliese, tanto vituperato, ha lasciato un bel seggio al Parlamento Europeo, uno stipendio ben più sostanzioso di quello di sindaco, la tranquillità di quel ruolo rispetto alle fiamme dell’inferno Catania, il potere gli agi e le comodità naturali di quel ruolo rispetto ai disagi e alle fustigazioni popolari a cui è destinato il ruolo del sindaco, e la sua personale ascesa di politico per destinarsi, invece, al ruolo di capro espiatorio, alle torture per colpe non sue, alla chiacchiera di inutili rancorosi, alle amnesie di una certa parte politica , all’ingratitudine di una cittadinanza che non può mai perdonargli un peccato assai grave per il paradigma esistenziale del catanese, per i canoni sacri della catanesità, quello afferente la mancanza di “spittizza”, perché non si lascia l’oro per la munnizza, non si lascia la tranquillità del potere per i veleni del potere, non si lasciano i privilegi di Bruxelles per i drammi di Catania( soprattutto se si è a conoscenza del disastro economico, della verità incontrovertibile dei numeri, del baratro a cui la città è stata destinata), perché si è “spetti” se fai giusto il contrario, come ha fatto Cancelleri del movimento 5 stelle, che ha lasciato la Sicilia per Roma, lo scanno di deputato regionale per la poltrona di viceministro. E a Catania ( ma forse è così in tutte le parti del mondo) essere “spettu” è cosa seria, si è considerati se si è “spetti” più che “onesti”, perché qui valori come ” aderenza all’ideale” o ” senso di appartenenza ” rimangono incomprensibili e ingiustificabili.

Ma forse, se io fossi un alieno, in fin dei conti, non verrei proprio a Catania, perchè gli alieni saranno strani ma di di sicuro “spetti” sono.


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