Cronache tragicomiche catanesi: piove, tempo ladro


Pubblicato il 08 Dicembre 2016

di Claudio Melchiorre 

Sembra incredibile, ma Catania è una città sul mare, in discesa e senza grandi barriere a parte i palazzi, le strade, i marciapiedi e le automobili. Non ha grandi problemi. A parte il traffico, certo, la disoccupazione, la deindustrializzazione, la mafia, i bar e i ristoranti che non rispettano le norme di sicurezza alimentare, lo scarso rispetto per le normative sui prezzi esposti, l’impossibilità di avere una pubblica amministrazione trasparente ed efficace, degli ospedali ai quali affidarsi senza ansie, nemmeno fosse Saronno, e una certa difficoltà a spendere i soldi disponibili. Catania non ha nemmeno grandi problemi culturali e di classe dirigente, a parte ovviamente un ceto alto costantemente dedito a credere che non ci siano grandi problemi.

E’ ovvio che in una città come questa, dove non ci sono problemi, a parte quelli detti e qualche altro che magari non c’entra per ragioni di spazio, quando piove le strade si allagano.

Non si allagano per imperizia o per scarsa manutenzione o perché mancano le fogne o ancora perché manca un’idea precisa di dove finiscano le acque. No. Si allaga perché piove e questo è evidente.

E se si allaga anche la metropolitana sotto terra, non è colpevole nessuno. Perché è fin troppo banale che i progetti sono perfetti, a parte qualche piccolo disservizio quando piove. Nessuno è colpevole. Perché piove. E su questo non ci sono dubbi.

Se qualcuno vi fa notare che a San Francisco piove molto ma la metropolitana non si allaga, che a New York nevica anche, ma la metropolitana non ha l’acquario incorporato, beh fateglielo presente: noi siamo orgogliosi perché quella che altrove sembrerebbe una pecca, per noi è un vantaggio. Abbiamo gli acquari avventizi. Sopra e sotto terra.

E quindi siamo felici. Perché Catania, a parte i problemi che ha, non ha problemi. E quindi il governo da noi non ha nulla da fare. E quindi diciamo in coro: piove, tempo ladro.

Certo, se poi sei un populista e un cacadubbi potrai pensare che se piove e la città diventa una piscina, il governo della città ha qualche problema. Ma il problema è tuo. Perché non sai quanto sia difficile governare e chi governa ci ha già pensato. Per questo, ripetiamo, questa volta tutti insieme: Piove, tempo ladro. 

Ti ho sentito, sai? Non hai ripetuto. 

Bene. 

Se non lo hai fatto, se invece di fare il coro hai offerto un’imprecazione a chi ti sta vicino, se non te la sei bevuta, non tutto è perduto. 

 


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

3 min

COMUNICATO STAMPA UNITARIO CGIL CISL UIL CATANIA Primo maggio 2026. Senza lavoro sicuro e dignitoso non c’è futuro: l’appello di CGIL CISL UIL CataniaQuest’anno, più che mai, il Primo Maggio rappresenta per i lavoratori catanesi una vera chiamata alla partecipazione e alla responsabilità collettiva. In un contesto segnato da transizione a nuovi modelli di automazione, […]

1 min

comunicato stampa sindacale “Il Primo Maggio non può ridursi a una celebrazione simbolica. In Sicilia il lavoro resta troppo spesso fragile, discontinuo e sottopagato. Serve un cambio di passo concreto, con politiche che rimettano al centro occupazione, sicurezza e dignità”. Lo dichiara Carmelo Giuffrida, segretario regionale Ugl Sicilia, in occasione della Festa dei Lavoratori. La […]

1 min

comunicato sindacale “Il Primo Maggio non può essere una ricorrenza di rito se, ancora oggi, i lavoratori sono esposti a rischi concreti e a condizioni inadeguate. Quanto accaduto la scorsa notte al centro di smistamento postale di Catania è l’ennesimo segnale che non può essere ignorato”. Lo dichiara Giovanni Musumeci, segretario provinciale Ugl Catania. Durante […]

1 min

In occasione della Festa dei Lavoratori, Calogero Coniglio, Presidente dell’ANAFePC Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale, invita a una riflessione che va oltre la celebrazione. Il Primo Maggio trae origine dal coraggio degli 80.000 operai che nel 1886, a Chicago, incrociarono le braccia per rivendicare le otto […]