Elezioni a Catania, Gianni Coppola: “la sinistra ha stancato”


Pubblicato il 04 Giugno 2023

Mi annoiano le elezioni.

 Mi annoiano perché sono dei canovacci  privi di significato e di significante; mi annoiano perché sono delle tragedie con il loro noiosissimo coro greco che interessano un pubblico sempre più ridotto, che si assottiglia ad ogni replica. 

Mi annoiano sin dall’inizio, dalle presentazioni e dalle composizioni delle liste; dai salotti che ospitano i candidati sindaco; dai pochi comizi e dalle molte cene elettorali. 

Non mi piace la tragedia, insomma, mentre mi appassiona il coro greco. Quello che a spoglio avvenuto e risultato acquisito piange, si lamenta, si dispera, accampando idiozie che spaccia come umore della città, non di quella che si è scomodata per esercitare un diritto e rispettare uno dei principi cardini della democrazia, ma dell’altra, quella che non si esprime, che non ha volto ma che , soprattutto, non ha anima; quella che, in sostanza, non dovrebbe avere diritto di lamentela, ma che nei fatti è quella che querula di più. 

A Catania, la mia città, la destra ha vinto macinando la sinistra come forse non era mai avvenuto nelle puntate precedenti. Lo scarto tra i candidati sindaci è del 41,4%, mentre quello tra le liste che li hanno appoggiati è del 59,4%. Ora non bisogna appartenere alla setta dei pitagorici per affermare che i numeri esprimono verità incontrovertibili, che bisogna saperli leggere i numeri, che bisogna saper riflettere sui numeri, saperli accettare i numeri e magari trovare grazie a loro la dignità dell’ autocritica.

E invece…il coro greco. 

Un coro sempre più stonato, più noioso, più inconcludente, anzi più “scunchiurutu”, che non riscuote più alcun interesse( e lo dicono i numeri, ancora loro) sempre più scollegato dalla realtà e dalla sensatezza. 

Un coro di due note, sempre quelle, mafia e fascismo, autentici strumenti di demonizzazione che vengono usati quando non si ha il coraggio di ammettere la propria inconsistenza. Così a risultato acquisito il primo brontolio se l’è riservato uno degli esponenti della sinistra dura e pura, pubblicando sul suo profilo facebook un post che commentava una foto che ritraeva un Enrico Trantino bambino lanciare volantini dal palco durante un comizio del padre con tanto di fiamma missina alle spalle.

 E via con il sillogismo aristotelico: il MSI era un partito fascista, i Trantino erano missini, Enrico Trantino è fascista( consiglio ai bambini figli dei politici di destra: evitate di lanciare volantini, di accompagnare vostro padre, di mettervi le dita dentro il naso, di dire bugie, di lavarsi i denti prima di dormire, e di non scoreggiare in pubblico perche  verrà il giorno che uno squilibrato qualsiasi vi accuserà di strage fascista). 

E poi la mafia…ah la mafia, quella che Paolo Bonacelli non riesce a pronunciare in Johnny Stecchino, lo sconfitto seriale la ammannisce senza soluzione di continuità in ogni contesto possibile. 

Ma sempre se vincono gli altri, perché nel 1993, quando al ballottaggio andarono due sinistri come Bianco e Claudio Fava a Catania la mafia non esisteva e se esisteva era  spaventata dalla botta di Savonarola che i due contendenti promettevano.

 In quel bellissimo giugno del 1993 andò in scena una tragedia orfana di coro. Consiglio loro di interrogarsi sul perché in questi anni sono passati dal portare al ballottaggio due esponenti della sinistra al 24,7%. Sarebbe , secondo me, cosa buona e giusta. E , soprattutto, intelligente.

La domanda che vorrei porre è : la destra che stravince in Toscana, che stravince nelle Marche, che stravince con Isabella Rauti, figlia del noto “ fascista” Pino, a Sesto San Giovanni, nota roccaforte della sinistra operaista, vince per i CAF? Per i supposti accordi con la mafia? O perché anche lì ci saranno tanti Bottino transfughi, che dal centrosinistra passano al centrodestra(mi risulta che a Bologna transfugo fu Casini, che dal centrodestra passò al centrosinistra. Ma allora si parlò di illuminazione, ndr).

 La verità è che la sinistra perde dappertutto perché ha stancato; ha stancato la sua supponenza, la sua arroganza, il suo livore, il suo ditino del pregiudizio sempre alzato, il suo essere nulla frullato, il suo elitismo, il suo razzismo etico, il suo antifascismo, la sua italofobia, il suo tartufismo, la sua doppia e anche tripla morale, il suo eterno trinariciutismo, la sua inconcludenza cosmica.

 Ha stancato, per questo perde. 

Non c’entrano gli alieni, né i Pokemon, né tantomeno Mastro Lindo concentrato.

 La sinistra perde perché non sa essere umile, perché non sa avviare una seria autocritica, perché si crede troppo superiore per ammettere che ha stancato.

Giovanni Coppola.


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