FONTANAROSSA: la truffa del parcheggio, in sei in manette


Pubblicato il 07 Febbraio 2012

Operazione dei carabinieri contro un’associazione per delinquere che agiva contro i passeggeri in transitoDi Iena Aeroportuale

Catania si fa riconoscere sempre: nel bene e nel male. Nel “regno della truffa” in cui si trasforma, spesso, la città, perché non prendere per i fondelli anche chi arriva all’aeroporto di Fontanarossa? Tutto fa buon brodo…. Stavolta, però, sono arrivati i carabinieri.I militari della compagnia di Catania Fontanarossa hanno, infatti, tratto in arresto (cinque in carcere, uno è finito ai domiciliari) sei persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno di passeggeri in transito presso i parcheggi dello scalo aeroportuale etneo.

In manette sono finiti Paolo Di Matteo 72 anni, Angelo Di Matteo 22 anni, Salvatore d’Antone di 32, Francesco Cuffari di 25, Vito Finocchiaro di 33 e Giuseppe Trovato di 36. L’attività investigativa è scaturita da un fenomeno segnalato da alcuni cittadini/turisti a seguito dell’apertura al pubblico della nuova aerostazione di Fontanarossa, che ha visto sin dal 2007 un notevole incremento del traffico aereo.

L’espansione della zona aeroportuale aveva comportato l’occupazione dei terreni utilizzati già all’epoca da singoli, improvvisati parcheggiatori abusivi i quali, vistisi espropriati del “terreno di lavoro”, si sono organizzati in una vera e propria associazione criminale finalizzata alla commissione di truffe in danno di ignari passeggeri in transito e della Società di Gestione Aeroportuale (Sac spa), incaricata della conduzione delle aree di parcheggio.

Il “modus operandi” adottato era quello di “agganciare” gli ignari automobilisti in transito presso lo scalo aeroportuale, impedendogli di fatto l’accesso ai parcheggi regolamentati dalla Sac e costringendoli a sostare con l’autovettura presso gli stalli di pertinenza dei “Rentalcars” operanti in loco, a loro volta danneggiati. I malcapitati si trovavano a contrattare il prezzo del servizio con “posteggiatori” difficilmente riconoscibili come abusivi, in quanto dotati per lo scopo di apposite casacche catarifrangenti, molto simili a quelle in uso agli operatori aeroportuali, che rilasciavano delle pseudo-ricevute, ovviamente frutto di un falso materiale.

L’attività illecita, sebbene condotta con grande perizia e abilità dai malfattori, non è sfuggita al controllo dei militari della stazione carabinieri aeroporto i quali, dopo alcune querele presentate da persone truffate, dalle compagnie di autonoleggio e dalla stessa società di gestione, hanno avviato una meticolosa attività di riscontro, protrattasi dall’estate del 2010 a quella del 2011, dimostrando, in ragione della stabilità del vincolo associativo, della disponibilità dei mezzi e della pluralità di condotte reiterate in maniera analoga, l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla commissione di vari reati, tra i quali le truffe attuate con indebito percepimento di forfettarie tariffe di parcheggio, il furto di autovetture e le intimidazioni poste in essere nei confronti di potenziali clienti che si mostravano riottosi e seguire le anomale “procedure” indicate dagli abusivi.


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