Giudiziaria, Messina: indagati per morti durante il lockdown di marzo


Pubblicato il 24 Dicembre 2020

Un’indagine della Procura di Messina ha iscritto nel registro degli indagati 5 persone che sono  dipendenti della casa per anziani “Come d’incanto”e anche  personale dell’Asp, con l’accusa di avere colposamente causato la morte di 33 ospiti della struttura durante il lockdown di marzo scorso.
    L’indagine è stata avviata dopo i decessi avvenuti tra marzo e giugno e ai 5 indagati si contesterebbe l’ omicidio colposo per omissioni. Pare che alcuni degli indagati non avrebbero compiuto le necessarie azioni volte ad impedire la diffusione del contagio da Covid-19 tra gli ospiti della casa. Omissioni che non avrebbero consentito di assistere tempestivamente e urgentemente gli anziani con la somministrazione di terapie. I vertici della casa di riposo e alcuni dei medici che operavano nel centro avrebbero poi taciuto la presenza dei pazienti contagiati e il rischio della diffusione del contagio. A due medici del 118 e dell’Asp, invece, la Procura contesta di aver eseguito solo 24 tamponi, nonostante fosse stata segnalata la presenza di 50 anziani con febbre alta e tosse, e di aver sottovalutato l’urgenza di conoscere l’esito degli esami. Indagato anche il dirigente medico dell’ASP di Messina, all’epoca commissario emergenza Covid”: si sarebbe limitato a prescrivere l’isolamento fiduciario degli ospiti presenti nella struttura e non avrebbe fatto immediatamente tamponare il resto degli anziani, né avrebbe evacuato la casa di riposo.
Rosario Sorace.

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