I cattivissimi auguri di Debora Borgese


Pubblicato il 25 Dicembre 2020

Oggi, come ogni anno, una valanga di auguri a catena intasa le memorie dei nostri cellulari. 

Alcuni potrebbero essere inviati per errore dal mittente, altri non sono neppure letti dai destinatari per quanto asettici nonostante le fantasiose acrobazie. Molti risultano intrisi di stucchevole ipocrisia e falso buonismo. Ma Gesù Bambino vi vede che nascondete lame affilate sotto la giacca!

Per non parlare degli auguri ricevuti da gente che non vorreste nemmeno come vicini di lapide. 

E poi ci sarei io che qualcosa da augurare ad alcuni personaggi che hanno reso quest’anno unico e indimenticabile, in sincerità, l’avrei. Prima di chiamare l’avvocato e regalargli la gioia di una nuova causa che perderete sicuramente, avverto sin da subito che questo articolo è a contenuto satirico. O, almeno, il tentativo è quello. Capito querulomani?*

Al sindaco di Catania, Salvo Pogliese, auguro di trovare uno shampoo per i suoi capelli e per i suoi pensieri perennemente ‘untuosi’. 

All’ex sindaco Enzo Bianco e a tutta la sua ex giunta auguro uno ‘sconto comitiva’ sulle richieste di risarcimento del dissesto comunale.

All’on. Luca Sammartino auguro un glorioso passato da deputato regionale e un futuro radioso da dentista. 

All’on. Anthony Barbagallo auguro un PD con meno ‘Angeli Villari’ e più ‘Ersilie Saverino’. 

All’assessore Ruggero Razza auguri e figli maschi!

All’assessore Antonio Scavone auguro un anno senza articoli de ‘La Repubblica’.

All’europarlamentare Dino Giarrusso auguro di incazzarsi di meno con me e con i colleghi giornalisti e di più con i lobbisti. 

Al sen. Mario Michele Giarrusso auguro un week end su un’isola deserta con Dino Giarrusso. 

Ad Angelo Villari auguro di diventare ‘parroco di periferia’ visto che non vuole diventare Papa!

Concetta Raia auguro di finire nel prossimo libro di Marco Pitrella dal titolo: “John Lennon, Concettina e me”.

Giacomo Rota auguro che gli si rompa il cellulare e la finisca di trastullarsi permanentemente su FB e  mandare messaggi a catena su WhatsApp. A proposito: ma cosa fa Giacomo Rota quando non è su FB e su WhatsApp?

Gianni De Caudo auguro meno… ‘malupassi’.

Maurizio Attanasio auguro un anno senza ‘Report’!

Pino Mandrà, detto ‘Clic-Clic’, auguro una ‘promozione’ all’agenzia investigativa Tom Ponzi o, in alternativa, un futuro da paparazzo freelance stile Rino Barillari.

Nico Torrisi auguro un anno senza articoli di ‘SudPress’: i cancellieri del tribunale di Catania ringrazieranno.

Salvo Di Salvo auguro di trovare un addetto stampa o l’insegnante delle scuole elementari. 

Luigi Bosco, invece, auguro di trovare un buon grafico. O di scoprire Canva! L’immagine dei suoi auguri di Natale è persino più brutta della foto della Raia e di Villari.

Marco Pitrella auguro un brindisi di pace con Concetta Raia nel Palazzo di Grammichele. Senza paparazzi, eh!

Marco Benanti auguro un anno senza querele temerarie.

A tutti quanti voi auguro dosi massicce di Brioschi: dopo il pranzo di Natale è il minimo che si possa fare!

(*) La querulomania (dal latino querulus: “lamentarsi”) è un termine utilizzato in psichiatria e psicologia, per indicare una condizione psicopatologica manifestata da un soggetto che si sente continuamente vittima di soprusi ed ingiustizie e pertanto ritiene necessario utilizzare istanze o rivendicazioni plurime, spesso infondate, dinanzi all’autorità competente per ottenere giustizia.

 


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