C’è una smisurata contraddizione che qualunque persona di buon senso e priva di incrostazioni ideologiche o motivi di interesse può cogliere tra la narrazione che ha accompagnato ed accompagna la realizzazione della nuova cittadella giudiziaria di viale Africa a Catania e la realtà dei fatti. Da un lato le celebrazioni di certa politica che si loda […]
L’ECOMOSTRO DI VIALE AFRICA ED IL SILENZIO DI CATANIA
Pubblicato il 27 Agosto 2026
C’è una smisurata contraddizione che qualunque persona di buon senso e priva di incrostazioni ideologiche o motivi di interesse può cogliere tra la narrazione che ha accompagnato ed accompagna la realizzazione della nuova cittadella giudiziaria di viale Africa a Catania e la realtà dei fatti. Da un lato le celebrazioni di certa politica che si loda e s’imbroda per l’opera pubblica di prossima inaugurazione fortemente voluta, giusto per fare nomi, dall’ex presidente della regione NelloMusumeci e dall’attuale europarlamentare di Forza Italia, all’epoca assessore alle infrastrutture, Marco Falcone. Invito i lettori a scovare sul web un vecchio video dove il buon Nello – serioso ed impettito -celebrava con il piglio delle grandi occasioni il nuovo palazzo che avrebbe ospitato dal 2023 (sic!) gli uffici giudiziari civili cittadini. Dietro di lui annuiva rapsodicamente a qualsiasi ovvietà l’inamidato Falcone il politico forse dotato della miglior stampa della storia siciliana omaggiato trasversalmente come pochi dall’universo mondo senza, non si offenda, che somigli neanche un po’ a De Gasperi per giustificare cotanto entusiasmo.
Al di fuori della propaganda chiunque si trovi a passare dal Viale Africa noterà l’ecomostro di cui parlasi che troneggia sulla costa chiudendo, con l’oceanica colata di cemento necessaria per edificarlo, l’ennesimo affaccio sul mare alla città. Non bisogna essere esperti di mobilità per prevedere la smodata ed ingestibile mole di autoveicoli che si genererà creando l’ennesimo inferno di lamiere e congestionando una zona in cui, si badi bene, insiste la stazione ferroviaria etnea.Già ci sembra di ascoltare gli alti lai di una cittadinanza ,oggi silente, ma che domani maledirà una catastrofe veicolare degna di Bombay che ci induce a candidare sin da ora gli ideatori di cotanto obbrobrio urbanistico al premio per l’imbecillità del millennio A nessuno degli illustri politici che hanno avuto questa pensata è balenata l’idea di fare scalare qualche posizione a Catania nella graduatoria che la vede all’ultimissimo posto tra le città d’Italia (e probabilmente d’Europa) per verde pubblico. Tra assecondare i voleri della lobby del cemento od accontentare i desiderata dei magistrati e migliorare i polmoni della cittadinanza o fornire un parco urbano fronte mare alle boccheggianti famiglie catanesi naturalmente non c’è gara.
Ricordate gli austeri dibattiti del passato in cui si discettava di decentramento cittadino con l’obiettivo -ad alta gradazione sociale- di dotare i quartieri popolari di uffici cittadini per avvicinare il centro alla periferia ? Era tutta fuffa cittadina buona per propalare banalità a buon mercato e per finire sulla prima pagina del giornale locale: la realtà e gli interessi non sono materia di convegni all’università.
Il neo palazzaccio di viale Africa è infatti la cifra di una certa catanesità: i ricchi con tutto sotto casa e che possono raggiungere a piedi il posto di lavoro con i loro spezzati alla moda ed i poveracci costretti sui vecchi e maleodoranti bus cittadini per recarsi in centro dai quartieri periferici in novelli viaggi della speranza.Non sia mai che le illustre e costose calzature della magistratura locale solchino viale Librino – il prg prevedeva il palazzo proprio nell’omonimo quartiere- o che le fiammanti berline dei legali catanesi possano rovinarsi su una delle tante scaffe delle trascurate arterie periferiche: la borghesia snob va vellicata nelle sue comodità quotidiane, delle necessità dell’utenza meno provvista economicamente e logisticamente più svantaggiata – questo il messaggio dei maggiorenti cittadini e dei loro fiancheggiatori – possiamo bellamente fregarcene
Non ci è parso in ultimo di avere ascoltato severe prese di posizione dell’opposizione catanese (qualcuno ha sentito il Pd sul tema ?) e/o roboanti proteste della società civile: come al solito a Catania è preferibile non disturbare troppo i poteri costituiti che magari un domani potrebbero ricordarsi di chi ha puntato il dito contro Chi si è guardato si è salvaguardato
Saluti ecologici Luca Allegra.




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