LETTERA DI UN CITTADINO AL SINDACO TRANTINO


Pubblicato il 31 Luglio 2024

Caro ex sindaco Trantino(ex perché l’ho votato e sostenuto )ora non lo voterei e non lo sosterrei più. Ecco per quali ragioni.

Sono diverse. Vorrei ricordare tanti episodi non belli per Catania: si parte dall’errore sul campanile sul web, per poi arrivare all’estemporanea da vigile urbano in Via Etnea. Ancora, ricordo che lei ha rinunciato alla Carrozza (le chiedo una cortesia non ne parli più, magari facendo salire i figli del popolo catanese )per arrivare alla chiamata con megafono della polizia municipale per spostare le auto, fino ai sacchetti di spazzatura rovistati in giacca e cravatta. Gatta ci cova… non fare la processione di San Agata in Agosto.

In tutto questo, l’offesa ai catanesi a cui piacerebbe vivere tra blatte e topi. Per non parlare della cenere vulcanica… come se fosse la prima volta che succede, con lei è importante stimare le tonnellate di cenere, capire quale sia la “cenere nuova” con quella “vecchia”.

In passato, in un periodo di questa lunghezza, da subito si iniziava la bonifica.

Lei in tutto questo mette al centro la catanesità , il senso di appartenenza alla città usando parole forti, chiaramente non generalizzando. Ma mostrando carattere con chi vive o è costretto a vivere tra blatte e topi. La mia delusione e la mia amarezza nei suoi confronti è solo politica, perché lo stesso carattere non lo mostra con chi esegue lavori di scavi; riguarda, invece, quei catanesi a cui piace vivere tra blatte e topi e che ogni giorno debbono fare le montagne russe per le strade.

Per non parlare della pedonalizzazione e delle piste ciclabili, concessioni per aperture di supermercati. Mi ricordo la questione aeroporto, immagini lei i commenti: lei distribuiva bottiglie di acqua e il presidente di Sac talora spariva. Mi ricordo: c’era un migrante del centro accoglienza, nel vecchio mercato ortofrutticolo, che rideva e poi dicono che siamo noi che veniamo dal Terzo Mondo.

In un’intervista fatta al presidente di Sac sulla gestione della gestione e i disagi, c’era chi parlava di dimissioni, ma il presidente lasciava intendere… “vi putiti mangiare l’ossa co sali ca iu restu”.

Politicamente parlando, basta guardare alle ultime Europee per mettere in dubbio la questione catanesità: mi ricordo che dopo il periodo dell’ On. Nino Drago, abbiamo vissuto e viviamo un vuoto politico di catanesità: abbiamo avuto l’ “evento brontese”, dopo 30 anni ci siamo avvicinati di una decina di Km con la “corazzata paternese”, non vorrei che con lei si sostituisca Sant’Agata per ospitare Santa Barbara (se non ricordo male erano parenti).

In un bivio reale preferisco vivere tra blatte e topi che essere blatte e topi.

Saro Patanè.


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