No-Muos: dalla Questura di Caltanissetta “stop” al presidio e al corteo per alcune associazioni


Pubblicato il 06 Ottobre 2012

Clima rovente in vista delle manifestazioni fissate per oggi pomeriggio a Niscemi (Cl).di Fernando M. Adonia

E’ polemica sulla decisione della questura di Caltanissetta (nella foto) di vietare ad alcune associazioni aderenti al forum regionale “Terranostra” di prendere parte al presidio previsto alle 14.30 davanti alla base Nato e al corteo che sfilerà alle 19.30 da largo Mascione fino alla centralissima piazza Vittorio Emanuele. Il motivo ufficiale è quello dell’ “ordine pubblico” – lo si legge nel provvedimento emesso dalla Polizia di Stato a firma del questore nisseno Filippo Nicastro. Si legge inoltre: “Si è appreso da notizie apparse su internet che aderenti dell’organizzazione ‘Terra Nostra Tana dei Lupi di Vittoria’ e ‘Spazio Libero Cervantes’ di Catania’ nonché Casa Pound di Caltanissetta, avrebbero manifestato l’intenzione di formare, in concomitanza con quello regolarmente autorizzato, altro corteo per le vie di Niscemi.”.

“Atteso – si legge sempre nel provvedimento- che nessun preavviso formale è stato inoltrato a questo ufficio e che il concomitante svolgimento delle due manifestazioni potrebbe determinare gravi turbative all’ordine e alla sicurezza, si fa divieto del corteo”.

Si leva immediata la protesta di Gaetano Fatuzzo del centro sociale di destra Cervantes: “provvedimento grave, sconcertante, che attenta alla libertà di espressione di tutti”.

“Noi – ha spiegato Fatuzzo- non abbiamo organizzato nessuna manifestazione parallela o altre cose di questo genere. Noi abbiamo aderito, come si evince dai nostri comunicati che da settimane circolano in rete, alla manifestazione serale promossa dal comitato. Avevamo stabilito contatti con Alfonso Di Stefano, uno degli organizzatori ufficiali e con l’assessore ai lavori Pubblici di Niscemi Fabio Bennici. Il provvedimento in questione fa leva dunque su fatti inesistenti. Per questo stiamo vagliando assieme ai nostri legali di ricorre al Tar”.

Ma la questione – secondo Fatuzzo- è un’altra: “tra la file dei No-Muos c’è chi vuole trasformare una legittima protesta popolare su cui tutti dovremmo essere uniti, in una No- Tav in chiave siciliana. Alcune frange dell’area antagonista vorrebbero mettere il cappello ‘rosso’ su di una protesta che in realtà non ha colore”.

“Noi ci opponiamo a questa logica, ci opponiamo al tentativo di estremizzare una battaglia civile”.

Lo studente di Vittoria Alfredo Vinciguerra, portavoce di Terranostra, denuncia addirittura di aver subito minacce personali: “ci è stato fatto sapere che se avessimo partecipato alla manifestazione l’avremmo pagata fisicamente, ma non ci siamo lasciati intimorire, perché la battaglia in questione va’ oltre gli steccati ideologici. Per questo avevamo deciso di scendere in piazza senza sigle di riferimento ma con i soli tricolori”.

Capiamo – continua Vinciguerra- le ragioni della questura, ma tale provvedimento è assurdo, vìola un nostro diritto costituzionale, un diritto di tutti. Siamo vittime -conclude- delle pressioni di una fascia minoritaria della protesta”.

É cauto invece Massimiliano Fisicchia, assessore comunale all’ambiente e alla salute: “Non giudico l’operato della questura che avrà avuto le sue ragioni, molto probabilmente quella di evitare lo scontro tra frange di diverso colore”. Conferma che “Terra Nostra era già entrata in contatto con l’assessore Bennici e che lui stesso gli aveva assicurato che sono dei ‘bravi ragazzi'”. Precisa però Fisicchia che “per noi sono tutti bene accetti, ma l’amministrazione non è tra gli organizzatori ufficiali della manifestazione: abbiamo dato solo un supporto logistico”. “Col sindaco oggi saremo comunque in piazza. Anche perché ci sono state già altre manifestazioni e sappiamo che senza la presenza delle istituzioni, la gente difficilmente scenderebbe in piazza”.

Questo – ha aggiunto l’assessore- non vuol dire che lo gente non sia sensibile alla causa, anzi, ma vuole risultati concreti, non basta il semplice corteo”.

“Nelle scorse settimane – ha concluso– siamo stati in audizione presso la commissioni ambiente di Camera e Senato. Abbiamo ottenuto da Palazzo Madama una moratoria sul Muos e attendiamo ora che a Montecitorio sia calendarizzata la faccenda. Questi sono i risultati che vuole la gente”.

Sul versante giudiziario proprio stamane è arriva una notizia che dovrebbe stemperare gli animi. La magistratura infatti ha posto sotto sequestro il “radar americano”. Il provvedimento è stato emesso dalla procura di Caltagirone (Ct), per “violazione delle leggi ambientali”. L’esecuzione del sequestro preventivo è stata affidata a carabinieri ed agenti della polizia municipale presso la stessa Procura, con l’ausilio dei carabinieri della compagnia di Sigonella e degli avieri del 41/o Stormo.


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