Politica, tagli ai fondi per le politiche sociali Giovanni Musumeci (Ugl Catania): “Roma massacra i siciliani bisognosi di assistenza e il presidente Crocetta sta a guardare”


Pubblicato il 12 Marzo 2017

E’ notizia dei giorni scorsi che in conferenza Stato – Regioni sono stato apportati pesanti tagli ai capitoli di bilancio riservati alle politiche sociali, con particolare riferimento ai disabili, alle famiglie povere e ad attività come gli asili. Una spendine review, che in modo lineare interessa tutti i settori, che metterà in ginocchio numerose famiglie siciliane come denuncia il segretario generale territoriale della Ugl di Catania, Giovanni Musumeci.

“Da Roma continua il massacro della nostra regione. Solo annunci a vuoto, tante prese in giro e, adesso, anche l’ulteriore taglio dei fondi per il sociale che già presentano una condizione disastrosa, come ci ha riportato la cronaca di queste ultime settimane. Di fronte a tutto ciò, il presidente della Regione Rosario Crocetta non perde alcuna occasione di inscenare i suoi soliti colpi di teatro, seguiti dal vuoto più totale, rimanendo a guardare inerme quello che accade nei tavoli romani dove lo scippo è ormai cosa fatta! Dopo le dimissioni dell’assessore Gianluca Miccichè, avocando a se le deleghe non è stato capace di muovere una sola foglia, accumulando magre figure senza dare ad un assessorato così importante la sua fondamentale guida per contare di più nell’organismo che riunisce governo nazionale e amministrazioni regionali – continua il sindacalista.

Non è affatto tollerabile che la politica continua a litigare, alzando i toni nella speranza di prendere qualche voto in più, mentre ci sono numerose famiglie siciliane in difficoltà tra quelle che non hanno i fondi per accudire i disabili gravi e quelle che non possono godere di servizi di aiuto, come gli anziani e gli studenti diversamente abili, o semplicemente genitori che non possono mandare i figli in strutture adeguate senza l’impiego di risorse da togliere alla famiglia. In mezzo questo ci sono anche tanti validi lavoratori del comparto sociale, che attendono un cenno di speranza per poter continuare ad operare nei settori dell’assistenza alle non autosufficienze e dell’inclusione sociale. Non si può permettere al governo Gentiloni di sottrarre altre risorse alle periferie per destinarle ad un reddito di inclusione che serve solo a dare una boccata d’ossigeno al 30% dei poveri assoluti in tutta Italia.

Per una volta, dopo 4 anni e mezzo, Crocetta dimostri veramente di voler fare prima di tutto il bene della Sicilia e faccia la voce grossa con Palazzo Chigi e con la conferenza Stato – Regioni (senza delegare personaggi incapaci di imporsi e fa valere il peso della nostra regione) – conclude l’esponente etneo della Ugl – perché i siciliani non possono accollarsi l’ennesima beffa che, stavolta, non riguarda né strade, né opere pubbliche, né sogni nel cassetto, ma è strettamente connessa alla vita delle persone. E questa non può essere di certo argomento da campagna elettorale, ma è sicuramente motivo di dimissioni se dovesse tornare a casa con il piatto vuoto. Qualora dovesse persistere questo doloroso taglio, chiederò subito il coinvolgimento dell’Unione regionale del lavoro per una decisa mobilitazione generale al fine di difendere l’affermazione dello stato sociale nella nostra isola.”

 


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