Processo per la morte dell’ispettore Raciti: chiesti 11 anni anche per Speziale. Il 18 parla l’avv. Lipera


Pubblicato il 04 Novembre 2011

Si è tenuta una nuova udienza del processo per la morte dell’ispettore della Polizia di Stato, Filippo Raciti, stavolta presso la Corte d’Appello per i minori di Catania, presieduta dal dott. Francesco D’Alessandro.

Vi anticipiamo subito che il sostituto procuratore generale, dott.ssa Mariella Ledda, ha chiesto la condanna ad undici anni per Antonino Speziale, già condannato in primo grado a 14 anni di reclusione. Secondo l”Accusa la posizione di Speziale va equiparata a quella dell’altro imputato Daniele Micale, condannato, lo scorso 21 ottobre, proprio a undici anni dalla Corte d’Appello d’Assise di Catania per omicidio preterintenzionale.

E’ stata un’udienza importante quella odierna. Presenti la vedova Raciti, Marisa Grasso, nonchè, tra il pubblico, numerosi uomini della Polizia di Stato. In aula s’è visto il sottolavello ritenuto l’arma del delitto secondo l’Accusa, ma che a detta della Difesa di Speziale, retta dall’avv. Lipera, non sarebbe stata in grado di provocare la morte di un uomo.

E’ stato sentito anche il carabiniere che quella maledetta sera si trovava nella scena del tragico evento. Si tratta di Massimiliano Battilomo che non ha riconosciuto il sottolavello indicato dall’Accusa quale arma del delitto. Battilomo, infatti, quella sera vide strisciare per terra al “Massimino” una lamiera divelta da pura gentaglia, non si possono certo chiamare tifosi. Il carabiniere, pur non avendo sul momento riconosciuto l’arma del delitto, ha tuttavia confermato tutte le dichiarazioni già rese a verbale lo scorso 12 febbraio 2007.

Appuntamento, quindi, per il prossimo 18 novembre. In quell’occasione toccherà all’avvocato Giuseppe Lipera che con professionalità e passione ha sino ad oggi guidato la Difesa di Speziale.

 


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