Regione Sicilia, Crocetta, il “governatore supremo”, annuncia licenziamenti: il cdr dell’ufficio stampa regionale risponde


Pubblicato il 05 Dicembre 2012

Ennesima “mossa” da “grande capo” del Rosario Antimafia: ecco la reazione del comitato di redazione… 

“Ancora una volta il presidente della Regione sfugge al dialogo e alla corretta prassi sindacale, annunciando il licenziamento dei 21 giornalisti dell’ufficio stampa direttamente ai giornali, ieri, e alle agenzie di stampa, oggi, invece che ai diretti interessati. Crocetta e’ rimasto sordo alle ripetute richieste di incontro avanzate da questo Comitato di redazione e dalla Federazione nazionale della stampa ponendo in essere, reiteratamente, un comportamento antisindacale e denigrando la professionalita’ dei giornalisti e la dignita’ di 21 persone e delle loro famiglie. Apprendiamo, al momento solo dalle agenzie di stampa, visto che non abbiamo ancora avuto notificato alcun provvedimento e per questo l’ufficio continua a lavorare, seppur in stato di agitazione, che “alcuni dei giornalisti licenziati potranno essere riassunti, ma non certo con la carica di caporedattore”.Avremmo voluto spiegare al presidente Crocetta, se solo ci avesse dato la possibilita’ di esercitare questo diritto sancito dalle leggi e dalla coscienza, che la qualifica l’ha stabilita il parlamento siciliano e che non possono essere i giornalisti a modificarla, ne’ tanto meno a essere, per questo, additati, dal presidente in primis, al pubblico ludibrio come l’emblema degli sprechi della Regione. Questo Cdr aveva, comunque, manifestato la propria volonta’ di individuare percorsi comuni che portassero a una riduzione dei costi dell’ufficio e a una riorganizzazione complessiva del lavoro, senza ottenere formali risposte.I componenti dell’ufficio stampa, assunti con “vincolo di dipendenza, carattere di continuita’, in esclusiva e con il trattamento normativo ed economico previsto dal CCNL Giornalisti”, faranno certamente valere, in sede civile, penale e contabile, i propri diritti inalienabili a difesa della professionalita’ e dignita’ personale”.

 


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