Regione Sicula, Crocetta “modello international”: dopo la chiusura dell’ufficio stampa, il sindacato dei giornalisti gli manderà una marea di curriculum…per “aiutarlo a scegliere i migliori”


Pubblicato il 28 Febbraio 2013

Provocatoria iniziativa. Saro Confindustria, il più amato dalle “folle antimafia”, che farà? Tutto quel che viene da Lui è Legale e Antimafia, quindi.Il “modello Saro” vincerà?Ma che dice l’Assostampa? Ecco il comunicato:

La Giunta esecutiva dell’Associazione siciliana della Stampa, riunita a Palermo, ha deciso di lanciare una campagna per presentare, centinaia di curriculum professionali di giornalisti siciliani per il nuovo ufficio stampa della Presidenza della Regione che il presidente Crocetta ha azzerato nello scorso dicembre con un colpo di mano.

Il sindacato dei giornalisti siciliani ribadisce con forza il principio della indifferibile messa a concorso di tutti i posti per giornalisti negli uffici stampa degli Enti locali in Sicilia e della piena attuazione della legge 150. Di contro, nonostante le intenzioni sbandierate sotto i riflettori dei mass media il governatore Crocetta ha annunciato recentemente che “ci vorranno almeno due anni per bandire un concorso per l’Ufficio stampa della Regione” mentre sono già circolati, sul web, i nomi di alcuni papabili. Due anni – dice il sindacato dei giornalisti – sono davvero troppi e se si vuole veramente cambiare il sistema bisogna avere il coraggio di scegliere i migliori e non quelli più vicini alle proprie posizioni o quelli più utili strategicamente in logiche e scenari che con la professionalità non hanno niente a che vedere. Nel contempo, infatti, l’Assostampa chiede a Crocetta di rendere noti i criteri che saranno applicati per effettuare la selezione.L’Assostampa, tramite le segreterie provinciali e gli uffici di Palermo, raccoglierà i curriculum professionali di giornalisti siciliani che saranno poi consegnati alla Regione per consentire a Crocetta di scegliere veramente i migliori per un ufficio stampa all’altezza dei compiti istituzionali previsti dalla legge. Questo, ovviamente, senza ledere i diritti che i ventuno colleghi licenziati cercheranno, con l’assistenza dell’Assostampa, di far valere in sede giudiziaria.


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