Trinacria…che non vola o vola male: guerra per l’aeroporto di Comiso (prima puntata)


Pubblicato il 21 Giugno 2013

Iena Senz’Ali è finita in un giro di “VIP” che….

Nell’ultimo cda di Intersac la società che è proprietaria della maggioranza delle azioni della Soaco e quindi della gestione di Comiso, i vertici della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, in maggioranza alla Intersac, hanno preteso le dimissioni di tutto il cda della loro partecipata adducendo motivazioni speciose.La società aeroportuale dello scalo di Fontanarossa, Sac è, infatti, socia di maggioranza della Intersac, insieme al gruppo editoriale di Mario Ciancio Sanfilippo, subentrato in seguito alla cessione delle quote da parte di Interbanca.Nello specifico dunque, Intersac è composta da Sac e Ies di Catania di Mario Ciancio, con Sac che detiene il 60 per cento della società e Ies che ha invece il 40 per cento.Del cda della Intersac fanno parte:Peppino Giannone (ragusano)l’avv Tuccio Distallo (ragusano)Salvatore Bonura(segretario Cna Catania). Tutti e tre eletti in quota Sac il 25 ottobre scorso quando alla presidenza della società di gestione dell’aeroporto di Catania c’era proprio Peppino Giannone coadiuvato da Nico Torrisi in qualità di amministratore delegato, che con la firma della convenzione con l’Enav per il servizio di torre per l’aeroporto di Comiso innescarono un meccanismo dal quale non si poté più tornare indietro.I componenti in quota “Ies” sono, invece, rispettivamente:Domenico Ciancio figlio di Mario l’editore de “La Sicilia”l’ingegnere Ursino, attuale amministratore delegato della Soaco.Le dimissioni quasi imposte sembrano avere un solo significato: “Non ci possono essere dissidenti in famiglia Sac e tutti devono ubbidire”. Con questo atto verrebbe a mancare di fatto il numero legale che impedirebbe all’attuale cda di provvedere a designare il nuovo amministratore delegato e due consiglieri della Soaco obbligando i soci ad eleggere un nuovo consiglio di amministrazione Intersac meno “scomodo” e che sia espressione del “nuovo” cda Sac. Che si voglia far pagare a qualcuno l’apertura intempestiva dello scalo che secondo la “nuova” amministrazione della Sac doveva avvenire ad agosto o addirittura a Pasqua 2014?Pare che ci sia stato un battibecco tra Distallo e Taverniti(attuale presidente di Sac), amici da sempre. L’avvocato lamentava il fatto che il presidente Taverniti non abbia mosso un dito nella vicenda. Ma si sa i presidenti contano poco quando ci sono interessi di grande portata e di sopra c’è un amministratore unico come l’ing. Mancini che nel precedente mandato deve sicuramente annoverare per scarso impegno o disattenzione imprenditoriale la mancata apertura dell’aerostazione kasmenea.Adesso bisognerà capire come verrà fatto il nuovo cda di Intersac qualora i componenti si dimettessero e poi quello della Soaco. Saranno disponibili al confronto ed allo sviluppo del territorio del Sud-Est della Sicilia o saranno composti da intransigenti filo-catanesi disposti a tutto affinché Comiso rimanga un aeroporto Nano ?

 


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