Baby pride: la svolta gender dell’azienda Cgil


Pubblicato il 29 Giugno 2019

di iena marco pitrella (con il concorso morale dell’agente della Reazione marco benanti)

La peggio degenerazione del gay pppprrride: il baby pride. E sarà la Cgil nel cortile di via Crociferi a darne ospitalità questo sabato.

Ecco, dunque, la svolta gender della Cgil: che tu sia maschio o femmina – questa è del gender la definizione – è un fatto culturale e a nulla c’entra, sempre secondo la teoria, la biologia.

Del resto, il tema della manifestazione sarà “Fiabe contro gli stereotipi”, la perfetta invenzione della propaganda. E a raccontarle, le favole, saranno le drag queen; per chi non le conoscesse, sono quelli che… trucco e parrucco, gonna corta, barba e tacchi a spillo, brave, bravissime, bravissimissime a sculettare… magari con la sorpresa (davanti) a penzolare.

Donna (o uomo che sia) barbuta sempre piaciuta, dice il detto.

La drag queen è un perfetto mix, mix in ogni dove, adatto un pubblico adulto, si direbbe in condizioni normale. Ma, per l’appunto, è il baby pride che si celebra sabato; e allora, chi meglio di una drag queen per i bambini e per le bambine, pardon bambin*, si legge nell’invito (nella foto).

Bambin*: è la lingua neutra, bellezza! né maschile e né femminile, il senso dell’asterisco.

Basterebbe leggerli i titoli di certe favole che, c’è da scommetterci, saranno narrate (l’elenco è dell’“Huffington post”):

Nei panni di Zaff”, tanto per citarne una, in cui Zaff vuol far al principessa. O piuttosto “Colori ribelli” in cui il celeste e il rosa, stanche della vita noiosa, decidono di scambiarsi i ruoli.

E ancora, “L’altra parte di me”; si commenta da sé.

Oppure “L’uovo”: sì, l’uovo con il suo tuorlo e il suo albume è il protagonista di una storia; non vuol nascere, l’uovo, partirà e scoprirà quanto sono belle le famiglie, quelle “diverse”, ovviamente.

Per non parlare di “Il pianeta dei calzini spaiati”, dove i calzini stanchi di fare coppia, scappano. Miracolo gender, i calzini non si perdono tra una lavatrice e l’altra.

Ma i cani e le cane, guai a dire cagne, meglio i can*, nell’immaginario arcobaleno, ci andranno mai in paradiso?

Tutta ideologia, naturalmente: è il pensiero unico, totalitario e totalizzante.

In fondo, che “le ideologie dominanti siano espressione della classe dominate”, Carl Marx l’aveva pure detto.

Quando poi la Cgil, ridotta ad azienda privata al servizio di famiglie, diverse e con qualche calzino spaiato (marca gagà), si presta a tutto questo, non c’è da stupirsi. Anche se col baby pride s’è andati fin troppo oltre e senza alcun rispetto per l’infanzia.

 

 

 

 

 


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