Catania, “allarme buttane” del giovane on. Berretta. Risposta da sinistra: “nemmeno i tromboni Dc dicevano ‘ste cose”


Pubblicato il 16 Marzo 2012

Salvatore La Rosa, segretario provinciale dei Comunisti Italiani-Federazione della Sinistra di Catania replica all’on. Berretta: “invece delle tette al vento pensi al sacco della città”di Iena Prostituta, Marco Benanti

Quante parrucche, quante maschere si devono mettere i politici, anche quelli “giovani” magari per attirare consenso a buon mercato? Chissà, ai tempi che furono (vedi foto) i “parrucconi” moraleggiavano, severi e integerrimi. Acqua passata. Ed oggi? L’uscita “moraleggiante” e perbenista del deputato del Pd Giuseppe Berretta ha lasciato “il segno” (in senso metaforico, s’intende). Da sinistra ecco la reazione….

“Sono allibito: neanche negli anni Sessanta i più bigotti tra i democristiani riducevano la prostituzione al decoro urbano ed all’imbarazzo di uno slalom tra donnine”. E’ il commento di Salvatore La Rosa, segretario provinciale dei Comunisti italiani-Federazione della Sinistra di Catania alla nota dell’onorevole Giuseppe Berretta che sollecita l’intervento delle forze dell’ordine contro la presenza delle prostitute per le vie catanesi. “E questo – aggiunge La Rosa – quando la città attraversa una delle più gravi crisi degli ultimi trenta anni. Berretta chiede l’intervento dell’esercito, come farebbe Alemanno, per qualche tetta al vento e non dice nulla sul sacco urbanistico della città da parte degli amici, sul controllo militare di interi quartieri da parte della mafia o sul disastrato bilancio comunale che priva i cittadini di servizi importantissimi e del decoro, quello vero, di potere vivere in una città in cui il livello della qualità della vita è agli ultimi posti in Italia”.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Massimo Mingrino, che del Pdci-FdS è segretario cittadino, secondo il quale “il fenomeno della prostituzione a Catania è sicuramente in espansione, ma ciò che dovrebbe preoccupare maggiormente un partito di centrosinistra è la sicurezza delle prostitute che verosimilmente non esercitano questo mestiere per divertimento ma sono inserite, e soprattutto sfruttate, in un circuito malavitoso che le espone a pericoli gravissimi”. Anche per Mingrino, “forse neanche Fini e La Russa ridurrebbero il fenomeno della prostituzione ad un problema di decoro. Catania ha problemi che vanno ben oltre il decoro, strangolata dalla criminalità organizzata e accartocciata su una Amministrazione che trova molto più conveniente mantenere interi quartieri nel degrado e far perpetuare i fenomeni dell’abbandono scolastico e della proliferazione della criminalità minorile. I Comunisti italiani ritengono molto più pericolosi per i cittadini catanesi questi aspetti, insieme agli orizzonti di saccheggio che le moltissime iniziative di speculazione edilizia che si profilano determineranno per il territorio cittadino: da Corso dei martiri ai parcheggi interrati, al devastante PUA”.


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